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DiGuido Alberti

CONTROTELAIO FINESTRA: SI O NO?

Buongiorno, da qualche giorno ho scoperto il suo blog, complimenti è davvero interessante e complimenti per l’idea. Stiamo procedendo con le murature e l’impresa chiede controtelai e davanzali. Per le soglie ho già letto gli altri articoli, ma per i Controtelai non ho trovato risposta. Le chiedo, ma davvero il controtelaio finestra è necessario?!Grazie.

 

controtelaio finestraIl controtelaio, o falso telaio o, ancora, cassa matta o telaio morto è l’elemento di connessione tra muratura e serramento. In quest’immagine a sinistra puoi notare uno spaccato di muratura e dell’insolante, di colore bianco).  Il controtelaio finestra in questo caso è quell’elemento a forma di “L” in legno (OSB) ed èposato sulla muratura. Dall’immagine puoi notare, inoltre, come dovrebbe essere trattato lo spazio tra muratura e controtelaio, e cioè con schiuma poliuretanica elastica, che poi verrà protetta con un barriera al vapore interna.

Il controtelaio finestra è un elemento tipico dell’edilizia italiana e non è, di fatto, utilizzato altrove. Tra l’altro, il fatto di avere un elemento di interconnessione tra muratura e finestra, richiede qualche sforzo in più al progettista e al posatore.

Il motivo è semplice: se tra finestra e muratura intercorre un solo giunto è compito del serramentista preoccuparsi della tenuta. Se invece tra finestra, controtelaio e muratura intercorrono due giunti, spesso quello tra muratura e controtelaio è lasciato al caso.

Nessuno se ne occupa in modo “qualificato” e spesso è motivo di problemi di tenuta. La colpa è, come sempre, del serramentista, anche se non è stato lui a posare il controtelaio!

In realtà nessuno si è preoccupato di progettare e realizzare correttamente il nodo primario, quello tra muratura e controtelaio.

La UNI 10818 riporta chiaramente che la posa del controtelaio è competenza e responsabilità dell’impresa edile, se non diversamente specificato nel contratto d’appalto. Purtroppo però non si può pretendere che l’impresa si preoccupi anche del controtelaio, posandolo in maniera qualificata. Ecco perché sempre più serramentisti si preoccupano di posare anche il controtelaio e sicuramente la figura più indicata per posarlo.

 

Il controtelaio è utile anche all’impresa, che lo richiede, perché:

– Riquadra il foro finestra;

– Definisce le quote per pavimento e intonaci interni ed esterni;

– Ha funzione di ancoraggio meccanico.

 

Il controtelaio però, per assolvere alla sua funzione, una volta posato dev’essere in grado di:

 

– Conferire stabilità meccanica al sistema;

– Garantire ortogonalità dei lati;

– Essere perfettamente in bolla e a livello.

 

Il controtelaio serve al serramentista perché, lavorando su murature ormai intonacate, riesce a fare un lavoro ben rifinito. E’ importante però che abbia anch’esso buone caratteristiche termoisolanti e garantisca in opera ottime prestazioni di tenuta!

In fin dei conti, quindi, è più utile all’impresa che non al serramentista, dal momento che consente di procedere con i lavori dandogli i giusti riferimenti per pavimenti ed intonaci, interni ed esterni. In caso poi di isolamento a cappotto diventa necessario per procedere con i lavori d’isolamento.

 

Esistono controtelai  per finestra standard?

 

No! Il controtelaio è fatto su misura a seconda del serramento previsto. Inoltre è preferibile affidarsi allo stesso serramentista che che poi si occuperà dei serramenti.

Ma quindi, per rispondere alla domanda iniziale, il controtelaio serve o no!?

Il controtelaio sì serve, ma più per abitudine che per necessità. Nel nord Europa il controtelaio, ad esempio, non è utilizzato.

Il serramentista posa sul grezzo direttamente il serramento, solo dopo interviene l’impresa che procede con l’intonaco interno e il cappotto esterno, facendolo risvoltare sul serramento.

Se sei indeciso se usare o meno il controtelaio e vuoi ricevere una consulenza, contattaci pure. Rispondiamo sempre in 24 h.

Se dai preventivi in tuo possesso non ti è chiaro cosa stai acquistando, contattaci. 
Rispondiamo sempre in 24 ore. 

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DiGuido Alberti

POSATORI CASACLIMA: QUALI GARANZIE PER LA POSA?

Ciao, ho visto che sei molto attivo sul forum…Avrei bisogno del tuo aiuto. Scrivo da Torino e sto per sostituire gli infissi del mio appartamento, circa 14 pezzi tra finestre e balconi. Sono indecisa tra Internorm e Finstral. La differenza economica c’è, ma ciò che mi preoccupa è la posa in opera. Come posso affidarmi a posatori casaclima?!

 

L’altro giorno ho ricevuto questo messaggio privato sul forum di arredamento.it, che frequento abbastanza spesso!
Siccome la domanda è tutt’altro che scontata, ho deciso di scrivere un articolo di risposta.

È sempre difficile dare una risposta “telematica” a una richiesta simile, forse troppo generica. Ma provo comunque a rispondere, e magari aiutare anche te che stai leggendo quest’articolo. Il mio consiglio è sempre quello di rivolgerti a professionisti esperti o magari a un tecnico di fiducia, che, ovviamente, abbia competenze nel foro finestra.

 

Come trovare posatori CasaClima per le tue nuove finestre?

 

Ecco le prime domande che dovresti fare a chi hai di fronte.

 

Che controtelaio propone?”*

 

Se la risposta è ”Metallico” lo escluderei a priori. Se invece è ”Isolato in legno o Pvc che sia…”, andrei avanti.
Meglio ancora se la risposta è ”Controtelaio Isolato su quattro lati“. Questa è la differenza tra un posatore tradizionale e un posatore CasaClima.

 

Si occupa anche della posa del controtelaio?“*

 

Se la risposta è negativa, mi fermerei un attimo. Al contrario, sarebbe un altro punto a suo favore.
Son poche le aziende che si occupano della posa del controtelaio, e questo dovrebbe farti riflettere. Un’azienda che con i suoi posatori posa anche il controtelaio,  è un’azienda che va oltre il serramento e che si occupa dell’intero foro finestra.

 

Che prodotti usa per la posa in opera?

 

Se la risposta è “schiuma e silicone”, mi fermerei un attimo. Diversamente, un serramentista che mi parla di nastri termoespandenti, butilico, barriera al vapore e Ms-Polimero, forse è quello giusto.

Generalmente quando le risposte a queste domande sono positive, un serramentista attento alla posa in opera dei serramenti, inizierebbe a progettare, carta e penna, la posa in opera mostrandoti uno schizzetto.

*Le prime due domande solo nei casi di posa su nuovo o ristrutturazione totale!

 

Perché posatori CasaClima?

 

Ho dimenticato di dirti che chi opera in “modo diverso”, soprattutto per la posa su nuovo, alla tua richiesta di preventivo dovrebbe chiederti la stratigrafia della parete. Per una progettazione attenta è molto importante la posizione dell’isolamento: interno, esterno o in intercapedine, altrimenti non c’è progettazione che tenga.

Infine sul contratto, alla voce posa in opera, fai riportare tutto questo. Ancora meglio se fai allegare al contratto una bozza del progetto di posa in opera con tutti i dettagli costruttivi.

 

La corretta posa in opera dei serramenti non si improvvisa, e a nulla serve una finestra anche di brand noti, se poi viene posata in malo modo. Meglio non spendere quei soldi in più rispetto a un prodotto di fascia media.

 

Tra i vari punti ho tralasciato le referenze di parenti e amici, per il semplice fatto che la posa in opera qualificata è ai più, sconosciuta. Ancora una volta il mio consiglio è quello di farsi seguire da un tecnico di fiducia, sia nella fase di preventivazione che in quella di posa opera dei serramenti.

Sai che sul sito dell’Agenzia Casaclima ci son i nominativi e i recapiti di Esperti Casaclima o di Posatori CasaClima?

 

Se vuoi avere la certezza di acquistare le tue nuove finestre e rivolgerti a un Posatore CasaClima, contattaci pure. Rispondiamo sempre in 24 h.

 

Se hai qualche dubbio prima di procedere con l’acquisto, contattaci. 
Rispondiamo sempre in 24 ore. 

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DiGuido Alberti

PRODOTTI PER POSA IN OPERA QUALIFICATA: QUALI USARE?

La posa in opera qualificata prima si progetta, poi si “esegue”. Di solito la progettazione avviene prima di andare in cantiere.

Nelle esecuzione, anche se è una cosa che spetta a chi esegue i lavori, è importante che tu conosca quali principi ci sono dietro i prodotto per la posa in opera qualificata.

Per evitare problemi in futuro, devi prestare attenzione ai giunti di posa. I giunti di posa non solo altro che lo spazio che intercorre tra il controtelaio e la muratura, anche detto giunto o nodo primario, e tra controtelaio e serramento, detto giunto o nodo secondario.

I prodotti posa in opera qualificata devono garantire che non vi siano infiltrazioni di aria (spifferi), o ancora peggio, d’acqua dall’esterno. Al tempo stesso devono evitare che il vapore presente in un ambiente, fuoriesca verso l’esterno.

Nodo primario e nodo secondario vanno progettati separatamente secondo il metodo dei tre livelli.

Il metodo altro non è che una suddivisione immaginaria dello spazio che intercorre tra serramento e muratura, in questo modo:

 

 

– Livello Blu: Quello esterno;

– Livello Giallo: Quello intermedio;

– Livello Rosso: Quello interno.

 

 

 

 

Prodotti posa in opera qualificata: Isolanti e Sigillanti.

 

Prima però bisogna fare una distinzione tra i materiali sigillanti e isolanti.

Un materiale sigillante, come già il termine suggerisce, è qualcosa che sigilla e quindi che impermeabilizza. Un sigillante, ad esempio, è il silicone.

Un isolante invece è un materiale che isola, dal freddo e dai rumori. L’isolante più conosciuto nella posa dei serramenti è la schiuma poliuretanica.

Sigillanti e isolanti devono per forza coesistere nei giunti di posa. Non si può pensare di realizzare un giunto di posa con soli sigillanti, ne tanto meno con soli isolanti. Un giunto con sola schiuma poliuretanica non avrà tenuta all’aria ne all’acqua, così come un giunto fatto solo con silicone, non garantirà isolamento termoacustico.

La scelta dei materiali di posa, inoltre, dev’essere mirata a quelli che sono gli scopi a cui il prodotto deve ottemperare.

In questo articolo non ti dirò il codice o l’articolo del prodotto da usare, ma ti darà delle linee giuda per aiutarti nella valutazione, seguendo il metodo dei tre livelli.

 

Il metodo dei tre livelli.

 

Il livello Blu deve garantire la protezione dalle intemperie, quindi dev’essere un prodotto che garantisca la protezione da pioggia battente e acqua stagnante che si accumula nella parte esterna, in basso, del foro finestra. Il prodotto deve inoltre garantire la fuoriuscita di eventuale vapore acqueo, lateralmente e superiormente.

Questo perché bisogna scongiurare che si formino condensa e quindi muffa nel giunto, soprattutto nel periodo invernale.

Allo stesso modo, nel periodo estivo, l’umidità presente all’esterno non deve entrare nel giunto di posa. Il prodotto dev’essere molto elastico.

Un esempio di prodotto possono essere le guaine, sia a permeabilità variabili sia in EPDM per il nodo primario e magari i nastri auto espandenti per quello secondario.

 

Il livello Giallo deve garantire protezione termoacustica. E’ necessario quindi che il giunto sia riempito con materiale isolante, la cui conduttività termica, ovvero il valore lambda, sia il più basso possibile.

Prodotti a densità elevata, garantiranno inoltre un ottimo isolamento acustico (Basse Frequenze).

Per questo motivo alle schiume, soprattuto per il nodo secondario, sono da preferire i nastri autoespandenti, che garantiranno un’elevata elasticità al giunto. Per posa in opera in costruzioni in bio-edilizia, meglio usare un materiale naturale isolante fibroso.

 

Il livello Rosso è generalmente quello meno conosciuto, spesso trascurato, ma molto importante, soprattutto nelle costruzioni ad elevata efficienza energetica. A questo livello si chiede d’impedire il passaggio di aria, spesso più umida, dall’ambiente interno al livello intermedio, che essendo a temperature inferiori causerebbe l’insorgere di condensa e quindi muffa.

Il principio di funzionamento del freno a vapore infatti è lo stesso dei tetti in legno, e cioè impedire che l’aria interna molto umida, possa infiltrarsi nel giunto, e trovando temperature più fredde, condensare. Una delle ragioni per cui la schiuma poliuretanica non ha durata, ma si polverizza, è proprio questa.

La schiuma, una volta polverizzata, compromette la durata del sistema di posa.

Non esiste un materiale tipo per ogni livello, ma seguendo il metodo dei tre livelli, è possibile sceglierli al meglio!

 

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DiGuido Alberti

POSA SERRAMENTI: COME PROGETTARLA PER EVITARE PROBLEMI

Lo ammetto, sono un maniaco della progettazione della posa serramenti.

Sono sempre più convinto che, carta e penna alla mano, la posa dei serramenti non sia un problema, anzi al contrario, un’opportunità. Non sono pazzo, ma molto convinto che alla fase di cantiere non si deve lasciar alcun dubbio.

Una progettazione carente o poco attenta della posa in opera dei serramenti, può portare a errori che sono poi difficilmente recuperabili se non con elevati costi aggiuntivi, che graveranno inevitabilmente sul committente.

Se si lascia lo studio della posa in opera al cantiere, si corre il rischio di dover prendere decisioni in poco tempo, magari quando già tutto è stato ordinato, o in casi estremi, fermare i lavori perché il posatore non sa come comportarsi e cosa fare.

Spendere del tempo in più prima di andare in cantiere, o ancora meglio, prima di ordinare i serramenti, è sicuramente la strategia migliore. Anche perché, all’atto pratico ci sarà sempre qualcosa che non va come previsto, soprattutto in interventi di posa in sostituzione, quindi meglio prevenire.

Posa Serramenti: Come progettarla?

 

Una progettazione accurata dovrebbe far sì che la posa in opera dei serramenti garantistica:

– Un fissaggio sicuro dell’elemento finestrato alla muratura;

– Valori prestazionali che si avvicinano quanto più possibile a quelli dell’elemento finestrato;

– Un sistema duraturo.

 

La tipologia di fissaggio da usare per ancorare il telaio alla muratura o, laddove previsto, al controtelaio, dev’essere progettata in funzione di alcuni fattori critici:

– Le dimensioni e la tipologia del serramento;

– Il suo peso;

– La stratigrafia della muratura.

 

In linea di massima la distanza tra i vari punti di fissaggio, previsti in corrispondenza delle cerniere e punti di chiusura, non deve superare i 700 mm. Inoltre, la distanza del primo punto di fissaggio da ogni angolo dev’essere compresa tra i 100 e 150 mm. In presenza di montante fisso, vale la stessa regola.

Qualora l’elemento fosse di piccole dimensioni, su ogni lato devono essere previsti almeno due punti di fissaggio.

 

posa serramenti

 

Inoltre, affinché i valori prestazionali del serramento posato si avvicinino quanto più possibile a quelli del serramento in laboratorio, è importante che si studino attentamente i due nodi di posa:

 

– Quello primario, tra muratura e controtelaio;

– Quello secondario, tra controtelaio e serramento.

 

 

Posa Serramenti: I tre livelli di posa.

 

 

posa serramenti

Secondo uno schema molto semplice, detto dei tre livelli, la parte esterna del giunto, in blu, deve proteggere da pioggia battente e acqua stagnante inferiormente, mentre la parte centrale, in giallo, deve garantire l’isolamento  termoacustico al giunto e infine, la parte interna, in rosso, deve impedire il passaggio di aria dall’interno verso l’esterno.

 

Il sistema deve inoltre, durare nel tempo. Nostro malgrado, il ciclo di vita di un serramento è molto lungo, generalmente intorno ai 25/30 anni, motivo per cui a nulla serve la schiuma poliuretanica se non ben protetta, così come il giunto siliconico se non opportunamente dimensionato.

 

Un buon progetto di posa serramenti deve tener in considerazione tutti questi aspetti onde evitare problemi in futuro.

 

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