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DiGuido Alberti

PRODOTTI PER POSA IN OPERA QUALIFICATA: QUALI USARE?

La posa in opera qualificata prima si progetta, poi si “esegue”. Di solito la progettazione avviene prima di andare in cantiere.

Nelle esecuzione, anche se è una cosa che spetta a chi esegue i lavori, è importante che tu conosca quali principi ci sono dietro i prodotto per la posa in opera qualificata.

Per evitare problemi in futuro, devi prestare attenzione ai giunti di posa. I giunti di posa non solo altro che lo spazio che intercorre tra il controtelaio e la muratura, anche detto giunto o nodo primario, e tra controtelaio e serramento, detto giunto o nodo secondario.

I prodotti posa in opera qualificata devono garantire che non vi siano infiltrazioni di aria (spifferi), o ancora peggio, d’acqua dall’esterno. Al tempo stesso devono evitare che il vapore presente in un ambiente, fuoriesca verso l’esterno.

Nodo primario e nodo secondario vanno progettati separatamente secondo il metodo dei tre livelli.

Il metodo altro non è che una suddivisione immaginaria dello spazio che intercorre tra serramento e muratura, in questo modo:

 

 

– Livello Blu: Quello esterno;

– Livello Giallo: Quello intermedio;

– Livello Rosso: Quello interno.

 

 

 

 

Prodotti posa in opera qualificata: Isolanti e Sigillanti.

 

Prima però bisogna fare una distinzione tra i materiali sigillanti e isolanti.

Un materiale sigillante, come già il termine suggerisce, è qualcosa che sigilla e quindi che impermeabilizza. Un sigillante, ad esempio, è il silicone.

Un isolante invece è un materiale che isola, dal freddo e dai rumori. L’isolante più conosciuto nella posa dei serramenti è la schiuma poliuretanica.

Sigillanti e isolanti devono per forza coesistere nei giunti di posa. Non si può pensare di realizzare un giunto di posa con soli sigillanti, ne tanto meno con soli isolanti. Un giunto con sola schiuma poliuretanica non avrà tenuta all’aria ne all’acqua, così come un giunto fatto solo con silicone, non garantirà isolamento termoacustico.

La scelta dei materiali di posa, inoltre, dev’essere mirata a quelli che sono gli scopi a cui il prodotto deve ottemperare.

In questo articolo non ti dirò il codice o l’articolo del prodotto da usare, ma ti darà delle linee giuda per aiutarti nella valutazione, seguendo il metodo dei tre livelli.

 

Il metodo dei tre livelli.

 

Il livello Blu deve garantire la protezione dalle intemperie, quindi dev’essere un prodotto che garantisca la protezione da pioggia battente e acqua stagnante che si accumula nella parte esterna, in basso, del foro finestra. Il prodotto deve inoltre garantire la fuoriuscita di eventuale vapore acqueo, lateralmente e superiormente.

Questo perché bisogna scongiurare che si formino condensa e quindi muffa nel giunto, soprattutto nel periodo invernale.

Allo stesso modo, nel periodo estivo, l’umidità presente all’esterno non deve entrare nel giunto di posa. Il prodotto dev’essere molto elastico.

Un esempio di prodotto possono essere le guaine, sia a permeabilità variabili sia in EPDM per il nodo primario e magari i nastri auto espandenti per quello secondario.

 

Il livello Giallo deve garantire protezione termoacustica. E’ necessario quindi che il giunto sia riempito con materiale isolante, la cui conduttività termica, ovvero il valore lambda, sia il più basso possibile.

Prodotti a densità elevata, garantiranno inoltre un ottimo isolamento acustico (Basse Frequenze).

Per questo motivo alle schiume, soprattuto per il nodo secondario, sono da preferire i nastri autoespandenti, che garantiranno un’elevata elasticità al giunto. Per posa in opera in costruzioni in bio-edilizia, meglio usare un materiale naturale isolante fibroso.

 

Il livello Rosso è generalmente quello meno conosciuto, spesso trascurato, ma molto importante, soprattutto nelle costruzioni ad elevata efficienza energetica. A questo livello si chiede d’impedire il passaggio di aria, spesso più umida, dall’ambiente interno al livello intermedio, che essendo a temperature inferiori causerebbe l’insorgere di condensa e quindi muffa.

Il principio di funzionamento del freno a vapore infatti è lo stesso dei tetti in legno, e cioè impedire che l’aria interna molto umida, possa infiltrarsi nel giunto, e trovando temperature più fredde, condensare. Una delle ragioni per cui la schiuma poliuretanica non ha durata, ma si polverizza, è proprio questa.

La schiuma, una volta polverizzata, compromette la durata del sistema di posa.

Non esiste un materiale tipo per ogni livello, ma seguendo il metodo dei tre livelli, è possibile sceglierli al meglio!

 

Se dai preventivi in tuo possesso non ti è chiaro cosa stai acquistando, contattaci. 
Rispondiamo sempre in 24 ore. 

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DiGuido Alberti

POSA SERRAMENTI: COME PROGETTARLA PER EVITARE PROBLEMI

Lo ammetto, sono un maniaco della progettazione della posa serramenti.

Sono sempre più convinto che, carta e penna alla mano, la posa dei serramenti non sia un problema, anzi al contrario, un’opportunità. Non sono pazzo, ma molto convinto che alla fase di cantiere non si deve lasciar alcun dubbio.

Una progettazione carente o poco attenta della posa in opera dei serramenti, può portare a errori che sono poi difficilmente recuperabili se non con elevati costi aggiuntivi, che graveranno inevitabilmente sul committente.

Se si lascia lo studio della posa in opera al cantiere, si corre il rischio di dover prendere decisioni in poco tempo, magari quando già tutto è stato ordinato, o in casi estremi, fermare i lavori perché il posatore non sa come comportarsi e cosa fare.

Spendere del tempo in più prima di andare in cantiere, o ancora meglio, prima di ordinare i serramenti, è sicuramente la strategia migliore. Anche perché, all’atto pratico ci sarà sempre qualcosa che non va come previsto, soprattutto in interventi di posa in sostituzione, quindi meglio prevenire.

Posa Serramenti: Come progettarla?

 

Una progettazione accurata dovrebbe far sì che la posa in opera dei serramenti garantistica:

– Un fissaggio sicuro dell’elemento finestrato alla muratura;

– Valori prestazionali che si avvicinano quanto più possibile a quelli dell’elemento finestrato;

– Un sistema duraturo.

 

La tipologia di fissaggio da usare per ancorare il telaio alla muratura o, laddove previsto, al controtelaio, dev’essere progettata in funzione di alcuni fattori critici:

– Le dimensioni e la tipologia del serramento;

– Il suo peso;

– La stratigrafia della muratura.

 

In linea di massima la distanza tra i vari punti di fissaggio, previsti in corrispondenza delle cerniere e punti di chiusura, non deve superare i 700 mm. Inoltre, la distanza del primo punto di fissaggio da ogni angolo dev’essere compresa tra i 100 e 150 mm. In presenza di montante fisso, vale la stessa regola.

Qualora l’elemento fosse di piccole dimensioni, su ogni lato devono essere previsti almeno due punti di fissaggio.

 

posa serramenti

 

Inoltre, affinché i valori prestazionali del serramento posato si avvicinino quanto più possibile a quelli del serramento in laboratorio, è importante che si studino attentamente i due nodi di posa:

 

– Quello primario, tra muratura e controtelaio;

– Quello secondario, tra controtelaio e serramento.

 

 

Posa Serramenti: I tre livelli di posa.

 

 

posa serramenti

Secondo uno schema molto semplice, detto dei tre livelli, la parte esterna del giunto, in blu, deve proteggere da pioggia battente e acqua stagnante inferiormente, mentre la parte centrale, in giallo, deve garantire l’isolamento  termoacustico al giunto e infine, la parte interna, in rosso, deve impedire il passaggio di aria dall’interno verso l’esterno.

 

Il sistema deve inoltre, durare nel tempo. Nostro malgrado, il ciclo di vita di un serramento è molto lungo, generalmente intorno ai 25/30 anni, motivo per cui a nulla serve la schiuma poliuretanica se non ben protetta, così come il giunto siliconico se non opportunamente dimensionato.

 

Un buon progetto di posa serramenti deve tener in considerazione tutti questi aspetti onde evitare problemi in futuro.

 

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