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Come funziona il Bonus 75% per l’abbattimento barriere architettoniche?

IMPORTANTE >>> qui aggiornamento Bonus 75% (2024)

 

Hai sentito parlare del Bonus 75% per l’abbattimento delle barriere architettoniche e ti stai chiedendo come mai tutti ne parlano con tanto entusiasmo? 

Sei nel posto giusto al momento giusto!

Questo Bonus non è sulla bocca di tutti perché offre solo incredibili vantaggi fiscali, ma perché è anche l’unica agevolazione che al momento permette di beneficiare di sconto in fattura e cessione del credito. 

Sì, hai capito bene! 

E indovina un po’? Puoi utilizzarlo anche per rifare i serramenti della tua abitazione, anche se non ci sono anziani o disabili a beneficiarne.

Ma sai come funziona davvero il Bonus 75% per l’abbattimento delle barriere architettoniche? 

Se sei già tutto, e stai cercando solo un professionista qualificato e consulente di fiducia che ti guidi attraverso la selva di dettagli tecnici e fiscali, naviga veloce verso l’ultimo paragrafo. Lì troverai tutto ciò di cui hai bisogno.

Ma se invece sei qui per conoscere meglio il “bonus del momento“, allora mettiti comodo e continua a leggere…

 

Il Bonus 75% spiegato “facile facile”

Abbattimento di tutte le barriere architettoniche negli edifici”: questo è l’obiettivo del Bonus al 75%, prorogato fino al 31 dicembre 2025

Entriamo un po’ più nel dettaglio, che ne dici?

Partiamo da qui: per poter beneficiare della detrazione fiscale del 75%, dello sconto in fattura e della cessione del credito, diventa fondamentale rispettare i criteri del Decreto Ministeriale n.236 del 14 giugno 1989, che si focalizza su 3 principi tecnici essenziali: 

 

  1. Accessibilità: la capacità di raggiungere, entrare e utilizzare in modo sicuro e autonomo un edificio, sia esso pubblico o privato, e le sue singole unità immobiliari e ambienti.
  2. Visitabilità: la possibilità, anche per persone con ridotta capacità motoria o sensoriale, di accedere agli spazi comuni e almeno a un servizio igienico per unità immobiliare.
  3. Adattabilità: la possibilità di modificare nel tempo lo spazio costruito a costi limitati, per renderlo completamente fruibile anche da parte di persone con ridotta capacità motoria o sensoriale.

 

Quindi, stiamo parlando della possibilità per tutti di vivere ogni spazio in totale autonomia e sicurezza. 

Ma c’è di più… 

 

La grande novità del Bonus 75% per l’abbattimento delle barriere architettoniche

Se hai letto con attenzione l’introduzione, questo passaggio sicuramente non ti è sfuggito: 

 

per usufruire del Bonus non è affatto necessario che nell’immobile vivano persone anziane o con disabilità. 

 

 

Ma perché il Bonus ha una portata così universale?

Per svelare questo dettaglio, ci immergiamo per un attimo nelle profondità del Decreto Ministeriale n.236 del 1989 e ci soffermiamo sull’articolo 2. Perché?

Perché l’articolo appena citato definisce le barriere architettoniche come “ostacoli fisici che sono fonte di disagio per la mobilità di chiunque”.

Attenzione! Non si fa riferimento solo a situazioni di disabilità, sia permanenti che temporanee, ma si parla di limiti alla mobilità di chiunque. 

Ecco il bello di questo Bonus: è per tutti!

 

Come funziona il Bonus 75% per l’abbattimento delle barriere architettoniche? 

Prevista inizialmente solo per l’anno 2022, l’agevolazione è stata poi prorogata al 31 dicembre 2025 dalla legge n.197/2022 (Legge di Bilancio 2023). 

Mentre la Legge 38 dell’11 aprile 2023 ha prorogato misure le alternative alla detrazione fiscale diretta solo per gli interventi di abbattimento delle barriere architettoniche, modificando l’articolo 2 del Decreto Legge n.11 del 16 febbraio 2023 (il Decreto che ha sancito lo STOP per sconto in fattura e cessione del credito per i Bonus Edilizi).

Hai appena letto la parte “più burocratese” dell’articolo. Non ne troverai altre, promesso. 

Torniamo alla domanda principale: come funziona il Bonus 75% per l’abbattimento delle barriere architettoniche? 

In parole molto semplici…

Il Decreto Ministeriale n.236 del 14 giugno 1989 è la bussola che ci guida nel mare degli interventi per l’abbattimento delle barriere architettoniche. Ed è qui che troviamo l’elenco dettagliato di tutte le modifiche possibili, compresa la sostituzione di porte e finestre, per rendere la nostra casa più sicura, confortevole e veramente accessibile a tutti.

>>> Gazzetta Ufficiale DECRETO MINISTERIALE 14 giugno 1989, n. 236

 

La logica del Bonus è chiara e diretta: ogni elemento che non è in linea con quanto definito dal DM 236, nel nostro caso che siano porte troppo strette o finestre troppo alte e difficili da aprire, può essere modificato grazie al Bonus Barriere Architettoniche al 75%.

Quindi possiamo tranquillamente definire questo Bonus come la chiave per correggere tutto ciò che nell’immobile non rispetta i criteri di progettazione per l’accessibilità definiti all’articolo 4 del D.M., che comprendono specifiche dimensionali e funzionali. 

E possiamo anche definirlo come un’opportunità unica per adeguare ogni spazio, per intervenire là dove la progettazione originaria non aveva considerato l’importanza dell’accessibilità.

Detto ciò, passiamo ai “dettagli”. 

 

I limiti di spesa del Bonus 75% per l’abbattimento barriere architettoniche

La detrazione deve essere calcolata su un importo complessivo (IVATO) non superiore a:

  • 50.000 euro, per gli edifici unifamiliari o per le unità immobiliari situate all’interno di edifici plurifamiliari che siano funzionalmente indipendenti e dispongano di uno o più accessi autonomi dall’esterno;
  • 40.000 euro, moltiplicati per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio, per gli edifici composti da due a otto unità immobiliari;
  • 30.000 euro, moltiplicati per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio, per gli edifici composti da più di otto unità immobiliari.

 

Come già anticipato, il Bonus Barriere Architettoniche consente di recuperare il 75% della spesa con un risparmio sulle imposte, ma consente ancora di:

  • cedere il credito a una Banca o altri soggetti autorizzati ad acquistare;
  • beneficiare di uno sconto immediato in fattura. 

 

La detrazione pari al 75% può essere anche ripartita tra gli aventi diritto in 10 quote annuali di pari importo (non più 5 anni, grazie alla novità introdotta dal Decreto Blocca Cessioni convertito in Legge. Per ottenere il credito in compensazione, va seguita la procedura secondo le regole della Risoluzione AdE n. 19 del 2 maggio 2023 che istituisce anche i nuovi codici tributo validi dal 1° aprile 2023. 

>>>Legge 38/2023, di conversione del DL 11/2023

 

Chi può beneficiarne e su quali edifici?

Il Bonus al 75% per l’abbattimento barriere architettoniche si presenta come una manna dal cielo per una varietà di soggetti, delineando un ampio ventaglio di beneficiari.

Infatti, si concretizza in una detrazione dall’imposta lorda, che abbraccia sia i soggetti IRPEF che IRES. Sono quindi inclusi nel novero dei beneficiari: 

  • le persone fisiche
  • gli esercenti di arti e professioni
  • enti pubblici e privati non commerciali
  • società semplici
  • associazioni tra professionisti

 

La bellezza di questa disposizione è che non pone vincoli stringenti sull’applicazione del Bonus; esso è usufruibile per tutti gli edifici esistenti, siano essi residenziali o commerciali, accatastati o in fase di accatastamento.

Se per le case unifamiliari non ci sono poi così tanti dubbi, quando si parla di condomini è normale chiedersi: “ma posso sfruttare il Bonus 75% nel mio appartamento o è solo per i lavori su parti comuni?”

 

Buone notizie in condominio

L’agevolazione offre opportunità significative per migliorare l’accessibilità nelle singole unità immobiliari, non limitandosi esclusivamente alle parti comuni degli edifici già esistenti.

Questo punto è stato prontamente chiarito dalla Direzione Regionale Lombardia dell’Agenzia delle Entrate, che ha delineato il perimetro di applicazione del Bonus Barriere Architettoniche, specificando che questo strumento può essere utilizzato sia per edifici esistenti di qualsiasi categoria catastale, sia per singoli appartamenti in condominio (anche per sostituire solo infissi e serramenti – quindi anche per “interventi parziali”).

Ma attenzione, è importante notare che, a partire dal 1° gennaio 2023, per approvare questi lavori tramite delibere condominiali, è richiesta la maggioranza dei partecipanti all’assemblea che rappresenti almeno un terzo del valore millesimale dell’edificio, come sancito dall’articolo 1, comma 365, della legge n. 197/2022.

 

Quali interventi rientrano nel Bonus al 75% per l’abbattimento delle barriere architettoniche?

Nel dettaglio: 

  • la sostituzione di finiture (pavimenti, porte, infissi esterni, terminali degli impianti);
  • il rifacimento o l’adeguamento di impianti tecnologici (servizi igienici, impianti elettrici, citofonici, impianti di ascensori);
  • il rifacimento di scale;
  • l’inserimento di rampe interne ed esterne agli edifici e di servoscala o di piattaforme elevatrici;
  • installazione ascensori e montacarichi;
  • gli interventi di automazione degli impianti degli edifici e delle singole unità immobiliari, della robotica e di ogni altro mezzo di tecnologia più avanzata, funzionali ad abbattere le barriere architettoniche;
  • gli interventi di sostituzione dell’impianto;
  • le spese relative allo smaltimento e alla bonifica dei materiali e dell’impianto sostituito.

 

Tutti i requisiti tecnici di intervento sono nel DECRETO MINISTERIALE 14 giugno 1989, n. 236. E se vuoi saperne di più sui serramenti, ti basta leggere 4 articoli dello stesso decreto: 

  • per le porte: articolo Articolo 4.1.1. e Articolo  8.1.1. 
  • per gli infissi esterni: Articolo 4.1.3. e Articolo 8.1.3.

 

Oppure, puoi cliccare qui e scoprire subito quali sono i requisiti serramenti con il Bonus 75%. 

Quali documenti sono richiesti per il Bonus 75% abbattimento barriere architettoniche?

I documenti più importanti da produrre e conservare sono: 

  • Fatture/ricevute fiscali per comprovare il sostenimento della spesa e la riconducibilità della stessa agli interventi agevolabili.
  • Autocertificazione per attestare che l’ammontare delle spese sulle quali è calcolata la detrazione da parte di tutti gli aventi diritto non ecceda il limite massimo ammissibile.
  • Dichiarazione dell’Amministratore condominiale per attestare di aver adempiuto a tutti gli obblighi previsti dalla legge e che certifichi l’entità della somma corrisposta dal condomino e la misura della detrazione.
  • Documentazione attestante il rispetto dei requisiti tecnici previsti dal regolamento di cui al decreto del Ministro dei lavori pubblici 14 giugno 1989, n. 236

 

E ora la parte più importante per te che vuoi sapere se puoi sfruttare questo Bonus per sostituire porte e finestre a casa tua. 

 

Come ottenere il Bonus previsto per l’abbattimento delle barriere architettoniche anche per infissi e serramenti, con zero noie e garanzia di risultato?

Se le tue porte o le tue finestre non rispettano le norme del DM n.236 del 1989 (serve una perizia tecnica da fare con un occhio attento al DM 236!), hai l’opportunità unica di sostituirle con soluzioni su misura e più prestazionali grazie al Bonus al 75%. 

Ma chi può aiutarti a capire se puoi davvero sfruttare questo Bonus? 

E chi può aiutarti a trovare soluzione tecniche su misura e garantirti assenza di problemi fiscali?

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Info sull'autore

Guido Alberti

Guido Alberti

Consulente e Artigiano Certificato PassivHaus, Tecnico Esperto Finestra CasaClima, figura accreditata dall’Agenzia CasaClima per fornire consulenza a progettisti e committenti. Operatore Termografico di II Livello UNI EN ISO 9712.
Guido Alberti

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