Come guarire dal mal di posa

DiGuido Alberti

Come guarire dal mal di posa

Ultimamente ricevo molte e-mail, veri e propri report fotografici, in cui i lettori mi chiedono delucidazioni in merito alla posa dei propri serramenti.

Fin qui nulla di strano, c’è tutta la mia disponibilità ma… c’è sempre un ma!

Purtroppo spesso e volentieri non sono nelle condizioni di poter giudicare né tanto meno posso farlo a distanza… Quasi sempre però cerco di indicare la strada da percorrere al lettore!

Il problema della cattiva posa in opera è sempre più ricorrente, e anche i forum che seguo… arredamento.it e cercaenergia.it lo dimostrano.

Il problema nel problema è che quasi mai il cliente tipo è in grado di valutare a priori l’operato del proprio serramentista. Solo dopo aver posato gli infissi, e solo dopo aver trascorso il primo anno, finalmente è possibile tirare le somme… Proprio così, dovete attendere qualche anno, a meno che non vogliate rivolgervi a uno specialista che, con prove non invasive, riesca a determinare la corretta posa in opera dei serramenti.

E’ normale quindi che dopo qualche giorno i nuovi serramenti presentino qualche problemino di chiusura, tranquilli, non mi riferisco a quello, ma ad altri problemi ben più pericolosi.

Ma quindi, e veniamo al dunque, com’è possibile guarire dal mal di posa?!

Come per tutti i mali, esiste una cura, sotto forma di “pillole”.

Guarire dal mal di posa

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Scherzi a parte, l’unico modo per guarire dal mal di posa è progettare la posa in opera dei serramenti.

Senza progettazione della posa in opera sappiamo già a cosa andiamo incontro.

Se non c’è progettazione della posa in opera, tutto in cantiere sarà affidato al caso. Inevitabilmente quando ci si affida al caso succede quel che succede.

Costruire un edificio è come far parte di un’orchestra. Ognuno suona il proprio strumento, ma deve anche andare a tempo con gli altri.

Per forza di cose quindi devono coesistere due aspetti fondamentali:

– Un ottimo progetto;
– Un’ottima esecuzione in opera del progetto.

Progettista e posatore sono le due figure chiave che devono lavorare in sinergia.

Il posatore qualificato non può e non vuole sostituire il progettista, ma deve assolutamente parlare la sua stessa lingua.

Solo in questo modo si riuscirà a dare al committente un edificio davvero efficiente, almeno per quanto riguarda le superfici trasparenti, sia chiaro!

Info sull'autore

Guido Alberti administrator

Consulente e Artigiano Certificato PassivHaus, Tecnico Esperto Finestra CasaClima, figura accreditata dall’Agenzia CasaClima per fornire consulenza a progettisti e committenti. Operatore Termografico di II Livello UNI EN ISO 9712.

    2 Commenti finora

    RobertoPubblicato il1:53 pm - Apr 30, 2013

    Perchè non posti le foto dei vari difetti di posa e relative soluzioni?credo sia una cosa interessante per tutti……..

      Guido AlbertiPubblicato il10:30 pm - Apr 30, 2013

      Ciao Roberto!
      Per diversi motivi…Due su tutti!

      Non mi piace parlare del lavoro fatto da altri, soprattutto se “concorrenti”!

      Vivo di realizzazioni, e sono quelle le uniche che posso fotografare.

      Non è così semplice!

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