CONTROTELAIO SENZA SEGRETI

DiGuido Alberti

CONTROTELAIO SENZA SEGRETI

Il controtelaio è parte essenziale del sistema finestra, l’elemento di connessione tra il serramento e la muratura e riveste un ruolo cruciale nel determinare il set prestazionale della finestra.

E’ questo il titolo del secondo articolo che ho scritto per la rivista Casa&Clima. Qui di seguito potete leggere il testo completo.

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Il controtelaio finestra, o falso telaio o cassa morta che dir si voglia, è l’elemento di connessione tra il serramento e la muratura.

Delimita due nodi: quello primario, definito simpaticamente “terra di nessuno”, proprio perché nessuno di solito se ne occupa, si trova tra muratura e controtelaio; il nodo secondario è posto invece tra controtelaio e serramento.

Tipicità Italiana

Il controtelaio è un elemento tipico del sistema finestra italiano: non è infatti utilizzato in altri paesi europei e offre svariate funzioni, per lo più di natura pratica. È infatti grazie al controtelaio che si riquadra il foro grezzo e si creano i riferimenti per l’intonaco interno ed esterno e, se presente, per lo strato isolante. La coibentazione esterna od interna, infatti, deve necessariamente raccordarsi con il controtelaio, se presente, oppure direttamente con il serramento, nel modo più lineare possibile. Ogni cambio di direzione rappresenta difatti un ponte termico. Una volta posato il falso telaio i lavori “edili” possono proseguire, consentendo la posa del serramento in una fase più avanzata.

Come realizzare un controtelaio

Innanzitutto, sarebbe buona norma commissionare la realizzazione del controtelaio al serramentista che poi fornirà anche i serramenti.

Alla base della corretta posa in opera deve esserci, prima di tutto, la progettazione: il controtelaio è un elemento da progettare in funzione del serramento e di eventuali altri elementi che poi vi saranno alloggiati. È senz’altro possibile standardizzare la realizzazione di questo componente, senza compromettere la prestazione del nodo, ma se si vuole fare un lavoro eccellente, è meglio pensarci prima. Il controtelaio non deve essere metallico: ferro, acciaio e alluminio dovrebbero essere tralasciati, poiché formano un ponte termico non risolto e sono la causa del cosiddetto “bauo nero” lungo la spalletta del serramento. È

preferibile utilizzare materiali con conducibilità termica più bassa.

Meglio di legno

Il legno, soprattutto se multistrato marino, rappresenta sicuramente un ottimo compromesso, a patto che:

  • Abbia un corpo “portante” e una battuta, che faccia da raccordo con il coibente o da mazzetta per l’intonaco esterno nel caso di muratura priva di sistema d’isolamento. La tipica forma a “L”, dove un elemento sempre in legno o in PVC crea una battuta al serramento, è sicuramente preferibile. È inoltre importante, considerando che peso e dimensioni dei serramenti sono sempre più rilevanti, che sia di tipo strutturale. Qualora venga meno questo aspetto è preferibile usare fissaggi “passanti”.

 

  • Anche nel caso di altri accessori esterni, quali ad esempio elementi schermanti o zanzariere, è importante far “lavorare” il serramento in battuta al fine di garantire tenuta al sistema. È altresì importante, soprattutto in presenza di questi elementi, “proteggere” il serramento con materiale coibente in  modo da migliorare l’andamento delle isoterme. Questa regola è sempre valida ed è bene che sia rispettata per tutti e tre i lati: inferiormente, per consentire il corretto deflusso dell’acqua non è realizzabile, a meno che non si realizzino adeguati canali di scolo.

 

  • Sia presente un elemento inferiore, il cosiddetto quarto lato, che garantisca discontinuitàtra interno ed esterno e consenta il fissaggio del serramento anche lungo la traversa inferiore. È preferibile che questo sia in materiale diuerente rispetto al resto del controtelaio, per scongiurare fenomeni di marcescenza in caso di infiltrazioni o ristagni. In ogni caso, tali fenomeni non sono ammissibili. Materiali come il legno, per quanto siano sconsigliati, sono spesso e volentieri utilizzati singolarmente o in accoppiata con materiali isolanti, per realizzare il quarto lato inferiore.

Anche poliuretano e PVC

Escludendo il legno, per il quarto lato i materiali più usati sono il Pur-Massive — materiale a base di schiuma poliuretanica

ad alta densità, caratterizzato da bassi valori di conducibilità termica e da un’ottima resistenza all’umidità — e il PVC.

Esistono tuttavia controtelai anche in altri materiali, generalmente forniti dagli stessi produttori dei serramenti, come il “thermovinile”, un termo polimero amorfo e, infine, controtelai con sistemi misti legno/PVC e legno/Isolante.

Diversi materiali a confronto

Supponiamo che, a parità di stratigrafia della parete e di serramento, si posi il serramento su controtelaio metallico, con battuta. Lo stesso sia poi posato sulla muratura e sormontato dal coibente. Supponiamo poi che lo stesso serramento sia posato su controtelaio in legno e che, anche in questo caso, sia sormontato dal coibente. La diuerenza si nota a colpo d’occhio. Quindi, anche in presenza d’isolamento a cappotto è da evitare il controtelaio metallico, che resta un ponte termico non risolto.

Davanzale passante

Supponiamo che lo stesso serramento sia posato su davanzale passante. In tal caso, l’andamento delle isoterme, nonché delle temperature superficiali evidenzia la presenza di un ponte termico non risolto. Ecco perché è meglio usare un controtelaio su tutti e quattro i lati, in grado di suddividere l’interno dall’esterno. È preferibile che questo sia posato su materiale isolante, o che vi sia un vero e proprio sotto bancale, per non creare un ponte termico in corrispondenza del davanzale esterno e la muratura, zona dove generalmente non si risvolta il coibente, poiché è pratica comune posizionare prima il davanzale e successivamente lo strato isolante esterno.

Nel caso di porte finestre, è importante che il quarto lato compensi lo spessore del massetto e non si limiti solo a qualche centimetro.

Più il quarto lato è profondo, più la curva delle isoterme si sposta verso il basso.

Infine, per essere “collegato” correttamente alla muratura, il controtelaio deve essere munito di profili di raccordo in grado di assorbire le diverse deformazioni dei singoli materiali.

Posa in opera del controtelaio

Una volta progettato il controtelaio e dopo aver scelto il materiale, un altro aspetto da prendere in considerazione è la posa in opera dello stesso.

È preferibile che ad occuparsene sia direttamente il serramentista e non, come spesso avviene, l’impresa edile, a meno che vi sia in cantiere manodopera opportunamente formata.

In molte realtà è una prassi già consolidata, e la collaborazione tra le varie figure non può far altro che giovare all’ottima riuscita del progetto.

Le motivazioni sono molteplici ma sicuramente quella più importante è la garanzia di tenuta e isolamento del sistema finestra. La corretta posa in opera del controtelaio, pur essendo l’ultimo step, resta di fondamentale importanza in quanto agevola il lavoro all’impresa, poiché rappresenta “un problema in meno” e, se fatta correttamente, semplifica di molto la posa del serramento.

Una volta progettato il controtelaio e posato correttamente, la posa in opera del serramento è molto più veloce e senza complicazioni. Si può gestire bene e consente di sapere, già in fase di progettazione, quali saranno le tolleranze e quindi quali saranno i prodotti da utilizzare nel nodo secondario.

Il primo articolo lo trovi a questo link: “posarli, ma correttamente”.

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Info sull'autore

Guido Alberti administrator

Consulente e Artigiano Certificato PassivHaus, Tecnico Esperto Finestra CasaClima, figura accreditata dall’Agenzia CasaClima per fornire consulenza a progettisti e committenti. Operatore Termografico di II Livello UNI EN ISO 9712.

    3 Commenti finora

    NovellaPubblicato il10:05 pm - Set 6, 2015

    Buongiorno, stiamo cambiando gli infissi di casa, facendo un lavoro radicale eliminando anche gli attuali contro telai. Abbiamo optato per infissicon iinterno in legno ed esterno in alluminio. La ditta di serramenti ha proposto i contro telai in legno perché dice che solo così può fare la certificazione energetica ai fini della detrazione fiscale. Vorrei sapere:
    – se ciò che ci dice la ditta corrisponde a verità
    – se a prescindere dalla certificazione energetica sono consigliabili i contro telai in legno (quindi più facile a deteriorarsi) o metallici.
    Grazie n

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