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Cosa sono i Criteri Ambientali Minimi (CAM) previsti dall’Ecobonus 2020?

Nel testo del Decreto Rilancio si fa diretto riferimento ai Criteri Ambientali Minimi in edilizia: cosa sono e in che misura incidono sulla realizzazione degli interventi di riqualificazione energetica per accedere alla detrazione del 110%?

Ancora Ecobonus 2020, ma questa volta voglio portare la tua attenzione sui CAM, cioè i Criteri Minimi Ambientali che rappresentano uno dei requisiti essenziali per accedere al superbonus.

Al comma 1, lettera A, dell’articolo 119 del Decreto Rilancio si legge che per usufruire della detrazione fiscale del 110% prevista dall’Ecobonus è obbligatorio che “i materiali isolanti utilizzati devono rispettare i criteri ambientali minimi di cui al decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare 11 ottobre 2017, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 259 del 6 novembre 2017”.

Perché è importante prendere in considerazione i CAM?

Nell’articolo relativo al miglioramento della classe energetica di un edificio ho parlato proprio degli interventi che consentono l’accesso alla maxi detrazione, analizzandoli anche dal punto di vista della sostituzione dei vecchi infissi.

Quindi, è normale che grande attenzione deve essere prestata anche a questi Criteri Minimi Ambientali da rispettare, perché rappresentano uno dei principali limiti per usufruire dell’Ecobonus 2020 e ottenere le agevolazioni anche per la sostituzione dei tuoi vecchi infissi.

 

Criteri Ambientali Minimi tra i requisiti per accedere all’Ecobonus 2020

 

Dalla lettura del testo del decreto approvato nel mese di maggio, nella parte relativa alle misure previste per far ripartire in settore dell’edilizia, si possono ricavare 4 importanti requisiti per poter accedere alla detrazione del 110%:

  1. effettuare lavori di riqualificazione energetica per condomini e per edifici unifamiliari, indicati nella prima parte dell’articolo 119;
  2. rispettare i Criteri Ambientali Minimi circa l’utilizzo di specifici materiali per l’isolamento delle superfici opache orizzontali e verticali che interessano l’involucro dell’edificio;
  3. miglioramento delle prestazioni energetiche di almeno 2 classi, ovvero se non possibile, il conseguimento della classe energetica più alta;
  4. rilascio della certificazione A.P.E. (Attestato di Prestazione Energetica) da parte di un tecnico nella forma di dichiarazione asseverata e visto di conformità fiscale che attesta la sussistenza dei presupposti che danno diritto alla detrazione.

 

Non mi soffermerò sulla specifica tipologia degli interventi da fare e neanche sulla detrazione infissi 2020, ma in questo breve articolo voglio concentrarmi proprio sui CAM previsti per l’edilizia in generale e per i serramenti nello specifico.

Le condizioni minime da rispettare sono diventate oggetto di discussione tecniche tra gli addetti ai lavori e, proprio questo, voglio portare a tua conoscenza quelle che possono essere definite come le basi di questa attuale discussione.

 

Che cosa sono i Criteri Ambientali Minimi?

 

L’acquisto e la posa di nuovi infissi consentono di accedere all’Ecobonus con tutte le particolarità del caso, cioè sommando questo intervento a uno di quelli indicati al comma 1 dell’articolo 119 del D.L. n. 34 del 19.05.2020 e rispettando, appunto, i criteri minimi ambientali dell’edilizia.

Ovviamente, per poter usufruire della detrazione fiscale gli infissi acquistati devono avere prestazioni superiori rispetto a quelle dei vecchi infissi, ma a questo ci arriveremo tra un po’.

Ora concentriamoci sulla definizione di Criteri Ambientali Minimi, per non perderci tra i tanti rimandi che lo stesso decreto di maggio fa ad altre norme.

Che cosa sono i CAM?

Si tratta di requisiti ambientali definiti dal Ministero dell’Ambiente per le varie fasi del processo di acquisto e utili per individuare la migliore soluzione progettuale e il prodotto dal punto di vista ambientale.

In pratica, non sono altro che linee guida da seguire per ottenere una sistematica diffusione di tecnologie e sicuri prodotti a basso impatto ambientale. Se l’Ecobonus 2020 prevede incentivi per migliorare l’efficienza energetica degli edifici con riduzione dei consumi, quindi spinge il mercato nella direzione di lavori per rendere gli edifici sempre più green, non potevano che essere chiamati in causa anche i CAM.

Ci troviamo nel mondo di quelli che sono i “Criteri di sostenibilità energetica e ambientale”, che incidono molto sull’operato di tutte le stazioni appaltanti nel settore dell’edilizia, per promuovere modelli di produzione e consumo più sostenibili.

Facciamo un passo in più.

 

Criteri Ambientali Minimi in edilizia per un miglioramento energetico a basso impatto ambientale

 

Posso garantirti che la sostituzione di vecchi infissi con soluzioni prestazionali di ultima generazione può portare ad un significativo miglioramento delle prestazioni energetiche di una casa. Specialmente quando viene effettuata una posa in opera qualificata.

Ma questo, stando a quanto indicato dalle misure previste dall’Ecobonus 2020, sembra non bastare per poter accedere alla detrazione del 110%.

Ecco che non potevo non affrontare il tema dei CAM (Criteri Ambientali Minimi), che invece sono condizione necessaria per ottenere il bonus effettuando lavori di isolamento termico.

I CAM Edilizia riportano alcune indicazioni di carattere generale per quanto riguarda una nuova costruzione, ma anche per la ristrutturazione e manutenzione di edifici esistenti.

Quindi, in ogni caso il progettista è chiamato ad argomentale i contenuti e le tecniche progettuali scelte per migliorare l’efficienza energetica di un edificio – resto nel perimetro dell’Ecobonus e dei materiali isolanti –  nel rispetto di tali requisiti.

 

Criteri ambientali minimi dei materiali isolanti Ecobonus 2020

 

Relativamente ai materiali isolanti richiamati alla lettera a, comma 1 dell’articolo 119 del Decreto Rilancio, i CAM prevedono che non devono essere prodotti:

  • utilizzando ritardanti di fiamma che siano oggetto di restrizioni o proibizioni previste da normative nazionali o comunitarie applicabili;
  • con agenti espandenti con un potenziale di riduzione dell’ozono superiore a zero;
  • utilizzando catalizzatori al piombo quando spruzzati o nel corso della formazione della schiuma di plastica.

 

Inoltre, se prodotti da una resina di polistirene espandibile, gli agenti espandenti devono essere inferiori al 6% del peso del prodotto finito. E se costituiti da lane minerali, queste devono essere conformi alla nota Q o alla nota R di cui al regolamento (CE) n. 1272/2008 (CLP) e s.m.i.

 

Importante, visto che stiamo parlando di sicurezza dei materiali e di minimo impatto ambientale, è la parte relativa alla quantità di materiale riciclato che può essere utilizzato.

 

Criteri Ambientali Minimi e materiale riciclato

 

Nel decreto del 2017 è specificato che i diversi materiali che possono essere utilizzati per l’isolamento dell’involucro dell’edificio – che ricordo essere uno dei più importanti interventi da effettuare insieme alla sostituzione dei vecchi infissi – devono essere costituiti da una minima quantità di materiale riciclato.

La percentuale minima di materia riciclata deve essere sempre dimostrata con:

  • una dichiarazione ambientale di Prodotto di Tipo III (EPD), conforme alla norma ISO 14025;
  • una certificazione di prodotto rilasciata da un organismo di valutazione della conformità (esempio, ReMade in Italy);
  • una asseverazione rilasciata da un organismo di valutazione della conformità conforme alla norma ISO 14021.

 

E per quanto riguarda i serramenti?

Anche per i nuovi serramenti è possibile parlare di Criteri Ambientali Minimi.

 

Criteri Ambientali Minimi serramenti esterni

 

Procediamo con ordine.

Per “serramenti esterni” si intendono tutte le soluzioni che delimitano l’edificio verso l’esterno o verso locali non riscaldati. Quindi: finestre, portefinestre, porte esterne pedonali, comprensive degli infissi (telai fissi e mobili) e eventuali chiusure oscuranti.

I Criteri Minimi Ambientali per i serramenti esterni, che si trovano all’allegato 2 del decreto del Ministero dell’Ambiente e della tutela del mare, evidenziano l’importanza di determinati requisiti di trasmittanza termica e tenuta all’aria che devono avere i nuovi serramenti.

Tutti i materiali di cui il serramento esterno è composto devono essere descritti nella scheda tecnica redatta dal produttore e devono avere:

  • una precisa trasmittanza termica in base alla zona climatica. Le zone climatiche d’Italia sono 6 (A, B, C, D, E, F) e il calcolo è fatto in base alla definizione dei gradi giorno (GG). I gradi giorno corrispondono alla somma, estesa a tutti i giorni dell’anno, della differenza (solo quella positiva) tra la temperatura dell’ambiente interno e la temperatura media esterna giornaliera.

 

Ecco una tabella relativa alla trasmittanza termica che i serramenti devono avere in base alla zona climatica:

 

criteri ambientali minimi serramenti: trasmittanza
Zone climatiche e trasmittanza infissi prevista dai Criteri Ambientali Minimi

 

  • permeabilità all’aria di classe 3 (finestre e porte finestre a battente) o di classe 2 (finestre e porte finestre scorrevoli, porte d’ingresso a battente con soglia inferiore di battuta), secondo la norma UNI EN 12207.

 

Mi sono soffermato sui 2 aspetti principali, ma sono previste anche altre “specifiche tecniche premianti” per serramenti che contengono al loro interno una percentuale di materiale riciclato.

 

Come scegliere i migliori serramenti per rientrare nella massima detrazione prevista dell’Ecobonus 2020

 

Ho scritto questo articolo semplicemente per far capire a chi non è del settore cosa sono i Criteri Ambientali Minimi e perché sono previsti dall’Ecobonus 2020.

Infatti, per ottenere il superbonus con detrazione al 110% è sempre necessario effettuare uno degli interventi principali di riqualificazione energetica. Anche acquistando infissi prestazionali e “a norma”, senza fare altri lavori di isolamento termico o sostituzione dei vecchi impianti di climatizzazione, non riuscirai a rientrare nella maxi detrazione.

Il mio consiglio è quello di iniziare a programmare la sostituzione dei tuoi vecchi serramenti, se hai problemi di spifferi, muffa e bollette salate.

Per farlo puoi contattare il consulente posa qualificata di zona a te più vicino, che ti aiuterà nella scelta di nuovi serramenti prestazionali e nella progettazione di una posa in opera qualificata per sfruttarne al massimo le performance.

Se non puoi o non hai intenzione di effettuare altri lavori per migliorare l’efficienza energetica della tua casa, ricorda che potrai sempre sfruttare il bonus infissi al 50%.

Proprio per questo bonus, le associazioni di categoria hanno richiesto un aumento della detrazione al 70%.

Succederà?

Quello che posso dirti con certezza è che dobbiamo attendere un altro po’. Presto saranno rese note le linee guida da seguire per ottenere la detrazione del 110% dell’Ecobonus e sapremo se la nuova misura prevista per il bonus infissi sarà approvata.

Per il momento, ti invito a scoprire tutti i vantaggi della consulenza posaqualificata.it per la sostituzione dei tuoi vecchi infissi e il miglioramento delle prestazioni energetiche della tua casa.

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Info sull'autore

Guido Alberti

Guido Alberti

Consulente e Artigiano Certificato PassivHaus, Tecnico Esperto Finestra CasaClima, figura accreditata dall’Agenzia CasaClima per fornire consulenza a progettisti e committenti. Operatore Termografico di II Livello UNI EN ISO 9712.
Guido Alberti

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