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Decreti attuativi Ecobonus 110%: arriva l’approvazione del Mise

Ecco i 2 decreti attuativi Ecobonus: il “decreto requisiti tecnici” e il “decreto asseverazioni” sono stati approvati. Vediamo nel dettaglio di cosa si tratta e quali novità ci sono per accedere al 110%.

 

Il Mise anticipa l’Agenzia delle Entrate sui decreti attuativi Ecobonus.

Dopo la pubblicazione della Guida Superbonus dell’Agenzia delle Entrate, arrivano altre 2 tessere per completare il grande puzzle dell’Ecobonus 2020.

E in attesa dei 2 provvedimenti attuatativi sulle modalità della cessione del credito e sul visto di conformità, non ci resta che valutare quanto approvato nella giornata del 29 luglio dal Ministero dello Sviluppo Economico.

Decreto requisiti tecnici e decreto asseverazioni lavori: sono questi i 2 decreti attuativi approvati che indicano le modalità per accedere al bonus del 110% previsto per tutti i lavori di ristrutturazione e riqualificazione energetica degli edifici esistenti.

Nel dettaglio:

 

Ma i decreti attuativi Ecobonus 110% definiscono anche altri importanti aspetti.

Negli allegati c’è un elenco preciso di tutti i lavori che danno diritto all’agevolazione, utile per orientarsi in quello che può essere definito come “labirinto Ecobonus”.

In più, in questi decreti attuativi Mise sull’Ecobonus 2020, ci sono importanti chiarimenti su diversi “aspetti immobiliari”.

Ed è proprio su questi punti che voglio attirare la tua attenzione.

 

I chiarimenti dei decreti attuativi per Ecobonus: gli importanti chiarimenti del Mise

 

Vuoi sfruttare l’Ecobonus per riqualificare la tua casa?

Sicuramente ti sarai già chiesto: rientro tra i beneficiari del 110%?

Una domanda che consente di sottolineare un importante aspetto, cioè quello relativo agli immobili su cui è possibile portare a termine i lavori previsti dall’articolo 119 del Decreto Rilancio.

E importanti sono i chiarimenti del Mise su:

  • “parte comune dell’edificio”;
  • “edificio unifamiliare”;
  • “autonomia funzionale”.

 

Grazie alle definizioni date, è più chiaro il quadro delle unità immobiliari che si trovano nelle idonee condizioni per eseguire lavori trainanti ed eventuali interventi secondari per migliorarne l’efficienza energetica di almeno 2 classi e la sicurezza generale.

 

Quali sono gli edifici unifamiliari?

Il 110% è previsto anche per edifici unifamiliari con ingressi separati.

Che cosa significa?

Il Mise è stato chiaro: si tratta di singole unità immobiliari di proprietà esclusiva, indipendenti dal punto di vista funzionale e che dispongono di almeno un ingresso autonomo dall’esterno.

Unità immobiliari che, ovviamente, devono avere precisa destinazione d’uso ad abitazione per singolo nucleo familiare.

 

Che cosa si intende per autonomia funzionale?

I decreti attuativi Ecobonus del Mise hanno fatto luce anche su quest’altro importante aspetto: quando un’unità immobiliare può ritenersi funzionalmente indipendente?

La risposta: l’indipendenza funzionale è definita dalla presenza di impianti per l’acqua, gas, energia elettrica e riscaldamento di uso esclusivo dell’unità immobiliare e dalla presenza di un accesso autonomo.

 

Che cos’è la “parte comune” di un edificio?

Chiaro è il riferimento, in questo caso, all’articolo 1117 del Codice Civile, estendendo l’espressione “parte comune” a tutti gli edifici che abbiano una pluralità di unità immobiliari, anche se appartenenti a un unico proprietario.

Ecco il testo dell’articolo del Codice Civile richiamato dai decreti attuativi Ecobonus approvati dal Mise:

Sono oggetto di proprietà comune dei proprietari delle singole unità immobiliari dell’edificio, anche se aventi diritto a godimento periodico e se non risulta il contrario dal titolo:

1) tutte le parti dell’edificio necessarie all’uso comune, come il suolo su cui sorge l’edificio, le fondazioni, i muri maestri, i pilastri e le travi portanti, i tetti e i lastrici solari, le scale, i portoni di ingresso, i vestiboli, gli anditi, i portici, i cortili e le facciate;

2) le aree destinate a parcheggio nonché i locali per i servizi in comune, come la portineria, incluso l’alloggio del portiere, la lavanderia, gli stenditoi e i sottotetti destinati, per le caratteristiche strutturali e funzionali, all’uso comune;

3) le opere, le installazioni, i manufatti di qualunque genere destinati all’uso comune, come gli ascensori, i pozzi, le cisterne, gli impianti idrici e fognari, i sistemi centralizzati di distribuzione e di trasmissione per il gas, per l’energia elettrica, per il riscaldamento ed il condizionamento dell’aria, per la ricezione radiotelevisiva e per l’accesso a qualunque altro genere di flusso informativo, anche da satellite o via cavo, e i relativi collegamenti fino al punto di diramazione ai locali di proprietà individuale dei singoli condomini, ovvero, in caso di impianti unitari, fino al punto di utenza, salvo quanto disposto dalle normative di settore in materia di reti pubbliche.

 

Quali sono i nuovi limiti di trasmittanza termica previsti dai decreti attuativi Ecobonus?

 

Per tutti gli interventi di coibentazione delle superfici verticali, orizzontali e inclinate dell’edificio sono stati definiti nuovi limiti di trasmittanza termica.

Limiti decisamente più severi.

E questi nuovi limiti di trasmittanza termica sono previsti anche per la sostituzione degli infissi. A tal proposito, ti invito a leggere anche l’articolo che ho scritto proprio sull’indicazione dei nuovi limiti di trasmittanza termica degli infissi per accedere all’Ecobonus.

Sono valori che riguardano direttamente tutti gli interventi utili per accedere al 110%, ma anche per tutti gli altri lavori previsti per la riqualificazione energetica degli edifici.

Ma c’è un punto da sottolineare: i decreti attuativi Ecobonus 110% escludono i ponti termici dai limiti di trasmittanza indicati negli allegati.

 

Come pagare i lavori?

 

Il bonifico parlante sale sul trono dei metodi previsti per il pagamento degli interventi di riqualificazione degli edifici.

I beneficiari dell’agevolazione dovranno pagare i lavori utilizzando un bonifico bancario o postale con indicazione:

  • del numero e della data della relativa fattura;
  • della causale del versamento;
  • del codice fiscale del committente;
  • del numero della partita Iva o del codice fiscale dell’impresa.

 

Questa è l’unica modalità prevista per avere sempre un quadro molto preciso dei pagamenti effettuati, da dimostrare per beneficiare delle agevolazioni fiscali.

 

Ecobonus decreti attuativi: cosa è previsto per le asseverazioni?

 

Passiamo all’altro decreto attuativo: il decreto asseverazioni.

Fin dal primo momento si è capito che le asseverazioni rappresentano un vero e proprio lasciapassare per accedere al 110%.

Infatti, l’articolo 119, comma 13, lettera a) del Decreto Rilancio stabilisce che:

“i tecnici abilitati asseverano il rispetto dei requisiti previsti dai decreti di cui al comma 3-ter dell’articolo 14 del Dl 63/2013 e la corrispondente congruità delle spese sostenute in relazione agli interventi agevolati.”

 

E tutte le asseverazioni dovranno essere inviate all’ENEA e agli altri organi competenti.

Quindi, grande importanza assume il visto di conformità, obbligatorio in caso di cessione del credito o sconto in fattura, per verificare la presenza di tutte le asseverazioni e attestazioni dei singoli professionisti qualificati che hanno preso parte alla riqualificazione dell’immobile.

Senza dimenticare il limite già definito in precedenza: i prezzi massimi da tenere in considerazione per il singolo intervento.

 

Cosa devi fare per riqualificare la tua casa puntando al 110%?

 

Tutto parte da una diagnosi energetica della tua casa.

Infatti, per sfruttare l’Ecobonus al 110% è necessario dimostrare il salto di 2 classi energetiche e, ove non possibile, almeno il passaggio alla classe energetica superiore.

E per ottenere questo risultato l’unica cosa dare è partire da un’analisi preventiva del tuo caso per il rilascio dell’A.P.E. e per capire dove e come intervenire.

Inoltre, è importantissimo rivolgerti a professionisti qualificati in grado di garantirti il rispetto di tutti i requisiti previsti per accedere alle agevolazioni, e tra tutti il rispetto dei nuovi limiti di trasmittanza termica.

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Info sull'autore

Guido Alberti

Guido Alberti

Consulente e Artigiano Certificato PassivHaus, Tecnico Esperto Finestra CasaClima, figura accreditata dall’Agenzia CasaClima per fornire consulenza a progettisti e committenti. Operatore Termografico di II Livello UNI EN ISO 9712.
Guido Alberti

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