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Cos’è un ponte termico e come si eliminano i ponti termici

Il ponte termico è per definizione una discontinuità costruttiva presente nell’involucro di un qualsiasi edificio. Proprio così, i ponti termici sono presenti in tutti gli edifici!

Qualsiasi cambiamento di direzione o di stratigrafia, per definizione stessa, determina un ponte termico.  È compito di chi progetta eliminarli, o se ciò non fosse possibile, soprattutto in interventi di ristrutturazione, ridurli il più possibile. Se pensiamo al foro finestra, in interventi di sola sostituzione, spesso e volentieri è complicato, se non impossibile, eliminarli.

 

E, contrariamente a quello che si pensi, anche gli edifici nuovi hanno dei ponti termici da risolvere.

 

Anche in un edificio nuovo, sono presenti delle discontinuità costruttive. Vale a dire parti dell’involucro che presentano caratteristiche termiche differenti per la presenza di materiali eterogenei.

Ogni discontinuità quindi è da valutare attentamente al fini di ridurre l’impatto delle dispersioni sull’involucro. Un ponte termico infatti è una corsia preferenziale per il passaggio di calore.

Come già detto in altre occasione, il calore si muove da zone con temperatura maggiore a zone con temperatura minore. Quindi, contrariamente a quello che dicevano le nostre nonne, non è il freddo a entrare, ma il caldo a uscire. Immagina i ponti termici come delle autostrade immaginarie attraverso cui il calore si muove in modo repentino verso l’esterno.

Quindi i problemi che causa un ponte termico sono di due tipi:

– Il primo problema è quello di tipo energetico. L’edificio richiederà più energia per essere riscaldato. Infatti nel calcolo del fabbisogno energetico di un edificio bisogna tenere in considerazione anche l’apporto, negativo, dei ponti termici.

Infatti le norme UNI/TS 11300:2014 e il DM 26/6/2015 rendono obbligatorio il calcolo analitico dei ponti termici.

– Il secondo problema è di tipo igrometrico. Caratteristica intrinseca del ponte termico è quella di avere una temperatura superficiale inferiore a quella delle zone circostanti. Se in quel punto la temperatura è inferiore al punto di rugiada, si formerà condensa superficiale. Inoltre, se in quell’ambiente l’umidità relativa è vicina al 80%, e la temperatura in quel punto è inferiore ai 16,4 ° C, inizierà a proliferare la muffa. Si può formare muffa intorno alla finestra, ma anche in altri punti dell’involucro, come angoli tra trave e pilastro o muffa dietro gli armadi. Proprio per questo è fondamentale avere un termoigrometro in casa. A cosa serve il termoigrometro? 

 

Cos’è un ponte termico e come si evidenzia?

 

 

Il ponte termico inoltre può essere di due tipi:

– Geometrico: Discontinuità in corrispondenza di una variazione di direzione della parte costruttiva, ad esempio lo spigolo o l’angolo di ogni edificio, dove la superficie interna riscaldata è inferiore a quella esterna non riscaldata;

– Costruttivo: Discontinuità tra materiali ad alta conducibilità termica a contatto con elementi a maggior coibentazione, ad esempio il nodo trave-pilastro, l’aggetto di un balcone, solai attigui e il nodo parete-serramento.

 

Se guardiamo un’immagine termografica qualsiasi, come queste che seguono, noteremo che i ponti termici sono quelle parti di costruzione in rosso se guardiamo dall’esterno, in blu se invece stiamo guardando un’immagine termografica fatta dall’interno dell’abitazione. Le parti che disperdono possono essere contenute isolando in maniera adeguata le parti più fredde della costruzione, quali pilastri, travi, architravi e aggetti.

 

ponte termicoponti termici

 

I ponti termici vanno risolti a monte del progetto. Ovviamente poi ciò che è stato progettato dev’essere eseguito in cantiere, altrimenti come sempre a nulla vale un ottimo progetto se eseguito in malo modo.

E quando non c’è una risoluzione a monte? In quei casi ci si affida al buon senso, ma anche all’esperienza di chi esegue i lavori, nella speranza che abbia un minimo di conoscenze in materia di isolamento termico e conosca i principi di fisica tecnica, per scongiurare la formazione di condensa e muffa in casa.

 

 

Come si valutano i ponti termici?

 

Isoterma Infisso Finstral 13° C.

Per capire immediatamente l’entità del ponte termico si può guardare le isoterme. L’isoterma è una linea immaginaria che collega punti con la stessa temperatura.  L’isoterma da tenere sott’occhio è quella dei 13 °C, perché rappresenta il punto di rugiada nella verifica delle condizioni di progetto, e cioè temperatura di 20 °C e umidità relativa al 65%. Il punto di rugiada è la temperatura in cui, per un determinato valore di umidità relativa, il vapore acqueo diventa rugiada, condensando. Per capire meglio questo fenomeno, dai una lettura a quest’articolo.

 

Per il calcolo di un ponte termico si può utilizzare la UNI EN ISO 14683 che consente di calcolare i flussi termici attraverso metodi semplificati, in corrispondenza delle discontinuità tra gli elementi dell’edificio.  Il risultato del calcolo altro non è che il valore di trasmittanza termica lineica Ψk (W/mK). Il valore di trasmittanza lineica “psi” va moltiplicato per la lunghezza del ponte termico considerato per avere come risultato un valore di flusso termico espresso in (W/K).

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Info sull'autore

Guido Alberti

Guido Alberti

Consulente e Artigiano Certificato PassivHaus, Tecnico Esperto Finestra CasaClima, figura accreditata dall’Agenzia CasaClima per fornire consulenza a progettisti e committenti. Operatore Termografico di II Livello UNI EN ISO 9712.
Guido Alberti

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Consulente e Artigiano Certificato PassivHaus, Tecnico Esperto Finestra CasaClima, figura accreditata dall’Agenzia CasaClima per fornire consulenza a progettisti e committenti. Operatore Termografico di II Livello UNI EN ISO 9712.

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