La giusta strada per il risparmio energetico

DiGuido Alberti

La giusta strada per il risparmio energetico

La maggior parte delle persone con cui parlo associa sempre il termine di “efficienza energetica” alla produzione di energia pulita, ovvero da fonti rinnovabili, concetto di particolare tendenza oggi. Purtroppo rispondo loro che non è così, perché la “migliore energia è quella non sprecata”. Con questo non dico che le energie alternative non devono essere sfruttate, sia chiaro, ma son dell’idea che prima di agire sull’impiantistica, sarebbe meglio migliorare l’involucro edilizio! Tiro acqua al mio mulino, ovviamente!

Il concetto di efficienza energetica è molto semplice. L’efficienza energetica, indica una serie di azioni o strategie, anche di progettazione,  che permettano di consumare meno energia possibile a parità di servizi offerti o, nel caso di abitazioni, a parità di comfort abitativo. Fare efficienza energetica comporta un risparmio energetico, ma non è necessariamente vero il contrario.

Risparmio energetico, analizzando i due termini che lo compongono, letteralmente significa:

Risparmio: “Ridurre il consumo di qualcosa all’indispensabile”;

Energetico:“Di energia o ad essa attinente”.

Quindi risparmio energetico vuol dire “ridurre all’indispensabile il consumo di energia”.

Nella vita di tutti i giorni, un esempio molto chiaro di efficienza energetica può essere quello del thermos, strumento che tutti abbiamo in casa, che riesce a mantener caldo il caffè. Il principio di funzionamento del thermos è semplice, può condurre calore solo per irraggiamento, poiché il vuoto tra le pareti non consente conduzione per conduzione e convezione. Pensate che, in un thermos, la maggior parte della perdita di calore avviene attraverso il tappo, nonostante questo sia in materiale isolante.

Il thermos o vaso di Dewar rappresenta bene il concetto di risparmio energetico. Al contrario invece, per capire lo spreco di energia pensiamo a un bollitore elettrico. La prima fase, quella che, per intenderci, porta il liquido alla temperatura desiderata, non la consideriamo. Immaginiamo ora di voler mantenere la temperatura del liquido costante. Visto che le pareti non sono coibentate, per farlo dobbiamo fornire sempre una certa quantità di energia. Siccome pensiamo green, immaginiamo che il nostro bollitore non sia collegato alla rete elettrica ma abbia un pannello fotovoltaico.

 

 

Ha senso produrre energia da fonti rinnovabili, per sprecarla immediatamente?

Non sarebbe meglio usare sin da subito un bollitore con pareti isolate, simile al thermos?

La giusta strada per il risparmio energetico inizia con l’efficienza energetica dell’involucro e poi passa agli impianti.

 

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Info sull'autore

Guido Alberti administrator

Serramentista 2.0: Esperto CasaClima, Consulente e Artigiano Certificato Passiv Haus, Tecnico Esperto Finestra CasaClima, figura accreditata dall’Agenzia CasaClima in grado di fornire consulenza a produttori di serramenti, progettisti e committenti.

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