IL SISTEMA FINESTRA

DiGuido Alberti

IL SISTEMA FINESTRA

Nel contesto del risparmio energetico la finestra, o meglio il sistema finestra, svolge un ruolo fondamentale.

Questa l’introduzione del quarto articolo  che ho scritto sul numero di Maggio 2015 della rivista “Show-Room Porte e Finestre”. Qui di seguito potete leggere l’intero testo pubblicato sulla rivista.

 

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Tendo a sottolineare come sia più opportuno, da parte degli operatori di settore, iniziare a parlare di sistema finestra e non solo di serramenti. Il serramento è concepito per essere inserito nella muratura, e non per esser considerato elemento a sé stante. Purtroppo però, e in questo hanno colpe anche gli stessi produttori, il serramento viene quasi concepito come elemen to decorativo, e non, come dovrebbe, parte integrante dell’involucro edilizio. Il sistema finestra dovrebbe, a mio avviso, essere così composto:

Controtelaio

L’elemento di connessione tra la muratura e il serramento. È un componente molto utilizzato nel sistema finestra italiano. Interamente murato o intonacato, è spesso poco considerato nonostante sia importantissimo. Specie se metallico rappresenta un ponte termico non indifferente.

Serramento

Elemento trasparente, ricopre un ruolo di straordinaria importanza nelle architetture moderne. Consente alla luce naturale di penetrare nell’abitazione e, al tempo stesso, protegge dalle intemperie. Consente agli abitanti di affacciarsi sul mondo che li circonda, senza trascurare quel senso di protezione, prerogativa di ogni abitazione.

Posa in Opera

L’ultimo anello della catena oltre che del processo di vendita, condizione senza la quale non esisterebbe benessere e comfort all’interno dell’abitazione. Nel sistema finestra è forse l’aspetto più importante, punto debole dell’efficienza energetica se non correttamente progettata.

Il controtelaio, seppur “elemento” la cui scelta, come anche la posa stessa, compete all’impresa (UNI 10818:1999, in via di revisione ndr), e come già detto nel precedente articolo, dovrebbe essere non solo realizzato ma anche posato dal serramentista.

Affidare la posa in opera di una componente del sistema finestra a un’altra figura equivale a compromettere durata e prestazioni del sistema stesso. Non è mia intenzione tagliare fuori dai giochi le imprese, a patto che però il controtelaio, indipendentemente da chi sia a porlo in opera, venga posato in modo qualificato.

La scelta del controtelaio richiede un minimo di conoscenza dei materiali. È quindi importante che sia costituito da un materiale la cui conducibilità termica sia quanto più bassa possibile. Ma- teriali ferrosi sono quindi da escludere. È altresì importante che sia costituito da una parte “portante” comunemente detta spalla, e da una parte frontale, detta “battuta”. Infine il controtelaio dev’essere continuo su tutti e quattro i lati; deve quindi avere un quarto lato inferiore. È preferibile scegliere, per il quarto lato, un materiale differente che non assorbe umidità, questo per scongiurare fenomeni di marcescenza qualora vi sia- no infiltrazioni; vanno quindi bene PVC o materiali come il PUR-Massive.

La posa in opera del controtelaio deve avvenire con gli stessi criteri di posa del serramento. Progettato il controtelaio, lo step successivo consiste nella sua posa in opera da parte del serra- mentista. Bisogna quindi progettare quelli che nel precedente articolo abbiamo definito “come i livelli di posa del serramento”, ovvia- mente estesi al nodo primario, anch’esso già definito in precedenza. Chi demanda a terzi la posa in opera del controtelaio dovrebbe sempre fornire opportune istruzioni di posa in opera, che possono essere dettagli esecutivi o anche capitolati di posa in opera. Tale documentazione potrebbe essere fornita anche dal progettista stesso; nei casi in cui ciò non accada, meglio preoccuparsene in proprio, ovviamente assumendosi eventuali responsabilità nel caso in cui possano sorgere problemi. Un ulteriore passaggio, prima di andare in cantiere a eseguire ciò che è stato progettato, potrebbe essere quello di verificare, mediante simulazione agli elementi finiti (FEM), cosa accade al nodo progettato.

Nell’esempio sotto si nota chiaramente come, con la stessa stratigrafia della parete e lo stesso serramento, la semplice variazione del controtelaio, da legno a metallo, determini una variazione significativa delle temperature superficiali. Tale variazione sicuramente non sarà così significativa in termini di risparmio energetico, ma potrebbe rilevarsi determinante in caso di condensazione superficiale. Bisogna ricordare come, alcune volte, anche un solo grado di differenza potrebbe scongiurare la formazione di condensa superficiale.

Nel caso in esempio anche il controtelaio metallico è stato sormontato con 100 mm di coibente. Questo determina comunque un sensibile miglioramento delle temperature superficiali interne, anche se comunque non è sufficiente a scongiurare la formazione di condensa superficiale, pur avendo considerato un serramento con Uw di 0,90 W/m2K.

Il controtelaio svolge quindi un ruolo di primaria importanza nel sistema finestra. La posa secondo il metodo dei tre livelli, prevede, nel caso del nodo primario, l’uso di materiale che abbia le seguenti caratteristiche:

  • Livello ESTERNO: è il livello di collegamento con il livello di tenuta agli agenti atmosferici della muratura. In presenza di sistema a cappotto ciò che garantisce tenuta agli agenti atmosferici è sicuramente la rasatura esterna. Il livello esterno del controtelaio deve, quindi, essere collegato con lo strato di rasante e non semplicemente accostato. A tal proposito si consigliano i cosiddetti profili di raccordo con rete integrata.Nella parte inferiore è però consigliabile prendere in considerazione prodotti alternativi, che siano in grado di raccordare il quarto lato con l’eventuale sotto bancale. È molto importante garantire tenuta ad eventuali ristagni che potrebbero formarsi.
  • Livello INTERMEDIO: è il livello che deve garantire il fissaggio meccanico del controtelaio alla muratura, ma al tempo stesso isolamento termoacustico. A meno che non vi siano particolari prescrizioni, una schiuma poliuretanica elastica ben si presta a questo scopo.
  • Livello INTERNO: è il livello che deve garantire tenuta all’aria. Le barriere, che possono essere adesive sia con butile ma anche con rete per intonaco, devono essere collegate a ciò che nella muratura garantisce tenuta all’aria. Tale livello, nelle costruzioni tradizionali, è dato dall’intonaco interno. La tenuta all’aria dev’essere garantita su tutti e quattro i lati.

Il serramento, se considerato singolarmente, è sicuramente l’elemento più performante del sistema finestra. Negli ultimi anni ha subito un’evoluzione pazzesca, raggiungendo prestazioni inimmaginabili.

Se si scompone il serramento si nota come la parte più debole sia il telaio. Le perdite più significative in un serramento sono proprio attraverso il telaio, che però, per nostra fortuna, ha una superficie di gran lunga inferiore al vetro. Senza entrare nel merito dei criteri di scelta, vorrei giusto porre l’attenzione su come, una non corretta posa in opera di un serramento, peggiori in modo significativo i valori misurati in laboratorio.

Supponiamo quindi un serramento di dimensioni 1,23X1,48 m, la cui trasmittanza termica sia pari a 1,2 W/m2K. Supponiamo ora di posare questo serramento su un controtelaio metallico e magari anche con davanzale passante. Il valore di tali ponti termici può essere quantificato mediante simulazione agli elementi finiti. Considerando quindi la formula dell’ Uw posato, che tiene conto anche dello Psi d’installazione, ne deriva che un serramento la cui trasmittanza termica U sia 1,2 W/m2K diventa 2,1 W/m2K in cantiere. Praticamente quel serramento  nella realtà disperde il doppio rispetto a quelli che sono i valori certificati W/m2K a 2,1 W/m2K.dal produttore. Tengo a sottolineare come la differenza tra U e U posato sia da 1,2

Altro aspetto da non sottovalutare sono le perdite per ventilazione, che se quantifica- te, hanno un peso paragonabile a quelle per trasmissione. La posa in opera quindi ha un’importanza fondamentale in questo ca-so. Garantire una corretta tenuta all’aria è condizione imprescindibile.

Nel caso del serramento, la posa secondo il metodo dei tre livelli, prevede che nel nodo primario vengano usati materiali che abbiano le seguenti caratteristiche:

  • Livello ESTERNO: anche in questo caso, come per il nodo primario, il livello deve garantire sì tenuta agli agenti atmosferici ma deve, allo stesso modo, consentire la fuoriuscita di eventuale condensa che si forma nel giunto. Nella parte inferiore è sempre consigliabile usare prodotti idonei a scongiurare eventuali infiltrazioni in caso di ristagni.
  • Livello INTERMEDIO: valgono gli stessi principi del nodo primario, prestando però ben attenzione al fatto che quasi mai una buona resa acustica del giunto equivale a una buona resa termica. La progettazione dev’essere affrontata secondo le reali esigenze del committente.
  • Livello INTERNO: i principi sono gli stessi, anche se in alcuni, soprattutto se vengono usati particolari prodotti nel livello intermedio, come ad esempio i nastri multifunzione, si può tranquillamente evi- tare di sigillare l’ultimo livello, poiché ciò che garantisce tenuta nel tempo è il prodotto usato nel livello intermedio.

In linea di massima però, il livello interno e quello esterno, sono in stretta correlazione. Se “chiudo” all’interno, nel livello esterno posso anche evitare prodotti che lasciano passare il vapore, ad esempio i sigillanti siliconici o ibridi. Si consiglia tuttavia di lasciare “libero” qualche centimetro superiormente, in modo da facilitare l’evaporazione di eventuale condensa, senza compromettere la tenuta del sistema.

La posa in opera, intesa non solo come mera esecuzione bensì come progettazione, è l’aspetto più importante del sistema finestra. Oggigiorno infatti anche i prodotti più economici hanno buone prestazioni d’isolamento e tenuta, mentre non si può dire altrettanto del controtelaio, che è legato perlopiù a realtà territoriali, e della posa in opera, che per molti aspetti, è la stessa di qualche decennio fa.

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Info sull'autore

Guido Alberti administrator

Consulente e Artigiano Certificato PassivHaus, Tecnico Esperto Finestra CasaClima, figura accreditata dall’Agenzia CasaClima per fornire consulenza a progettisti e committenti. Operatore Termografico di II Livello UNI EN ISO 9712.

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