Muffa in casa, colpa dei nuovi serramenti!

DiGuido Alberti

Muffa in casa, colpa dei nuovi serramenti!

Succede sempre così.

La Sig.ra Maria arriva nello show-room dicendo che non ne può più del freddo e dei vetri che gocciolano d’acqua. Gli viene mostrato un nuovo serramento che risolve i problemi d’isolamento, molto più performante di quelli in legno e che sopratutto non lascia spifferi. La Sig.ra Maria decide di acquistare i nuovi serramenti. Seguendo anche il commerciale posso garantirvi che non è semplice procedere con la scelta di un serramento, e se fortunati, con l’acquisto…ma lasciamo perdere per ora…anzi…meglio non parlarne.

Arrivano i nuovi serramenti, vengono posati a “regola d’arte” che equivale a dire tutto e niente, e con l’arrivo dei mesi freddi la Sig.ra Maria è contentissima. Nel frattempo continua a vivere come ha sempre vissuto, mantenendo le stesse abitudini e gli stessi comportamenti. Pensate che non apre mai i vecchi infissi, perché sui vetri di questi nuovi l’acqua non gocciola più!

La Sig.ra Maria

Arriva Natale, e con le pulizie di rito l’amara sorpresa. Dietro ai quadri c’è la muffa, dietro l’armadio già i primi funghi, sotto le tende meglio non parlarne…E intanto il telefono del serramentista diventa rosso!!!La Sig.ra Maria proprio non ci sta, e nonostante gli si dica di arieggiare in maniera corretta, perché l’umidità relativa della casa è prossima all’80%, si rivolge all’Adiconsum, Codacons e Altroconsumo.

 

Ovviamente è un’esagerazione, ma rende bene l’idea. Il problema essenzialmente è uno solo, e cioè non aver istruito abbastanza la Sig.ra Maria sulla “potenza” isolante dei nuovi serramenti.

Andiamo per ordine. I vecchi serramenti con telaio in legno e vetro singolo o doppio avevano valori di trasmittanza compresi tra 3 W/m2K e 4,5 W/m2K. Le temperature superficiali erano talmente basse, che già con valori di umidità relativa contenuti, il vapore acqueo condensava e la Sig.ra Maria apriva la finestra. Con i nuovi serramenti, dotati di vetri basso-emissivi con gas argon all’interno, i valori di trasmittanza del nuovo serramento si riducono a un terzo. Questo significa che le temperature superficiali saranno più elevate e per vedere l’acqua gocciolare sul vetro camera bisogna raggiungere valori di umidità relativa prossimi al 90%.

Generalmente l’igrometro in casa della Sig.ra Maria è proprio la presenza di condensa sperficiale sul vetro, altro che tecnologia avanzata. Con i nuovi serramenti, non suonando il campanello d’allarme dell’acqua che gocciola, la Sig.ra Maria non apre mai i nuovi serramenti.

I vecchi serramenti, garantivano un ricambio automatico pari a 4 m3/h per ogni metro di perimetro, Calsse 1 o Inferiore, secondo la  UNI EN 1026, a cui si devono aggiungere le perdite dei giunti di posa e delle guarnizioni che dopo dieci anni saranno sicuramente deteriorate. Con queste condizioni il ricambio d’aria è quantificabile in 1V/h, anche con finestre chiuse. I nuovi serramenti invece sono in Classe 4, secondo la UNI EN 1026, e i ricambi gratuiti scompaiono perché i giunti di posa son perfettamente sigillati, il lavoro è stato eseguito a “regola d’arte” e le guarnizioni sono nuove, quindi a perfetta tenuta stagna.

Intanto la Sig.ra Maria continua a cucinare, a farsi la doccia, e nelle giornate di pioggia a stendere la biancheria in casa, con la differenza che mentre prima aveva degli scambi gratuiti ora deve agire manualmente o meccanicamente per ricambiare l’aria.
Bel problema, cosa fare?! Istruire il cliente a seguire delle semplici azioni quotidiane e cioè :

– Ventilare più frequentemente gli ambienti;

– Aprire completamente la finestra dopo aver fatto la doccia;

– Aprire completamente la finestra dopo aver cucinato;

– Aprire completamente la finestra al risveglio;

-Evitare di stendere la biancheria umida o bangata in casa.

Pensate che una famiglia media, con un normale stile di vita, produce una quantità di vapore quantificabile in almeno 6-7 Kg di acqua, che da qualche parte dovrà pur andar a finire.

Arieggiare correttamente è la condizione indispensabile per mantenere un ambiente salubre, soprattutto dopo aver sostituito i vecchi serramenti.

Ci sono due modi: farlo manualmente o meccanicamente.

Nel primo caso sarà sufficiente aprire, in modo intelligente, le nuove finestre.

Nel secondo caso invece, bisognerà acquistare una macchina che faccia questo al posto nostro.

Info sull'autore

Guido Alberti administrator

Serramentista 2.0: Esperto CasaClima, Consulente e Artigiano Certificato Passiv Haus, Tecnico Esperto Finestra CasaClima, figura accreditata dall’Agenzia CasaClima in grado di fornire consulenza a produttori di serramenti, progettisti e committenti.

    10 Commenti finora

    federicoPubblicato il5:09 pm - Lug 17, 2012

    meglio consigliare l’installazione di una vmc decentralizzata, un investimento che ripaga molto : http://espertocasaclima.com/ventilazione/ventilazione-meccanica-controllata-o-vmc-e-apertura-finestre/

    elenaPubblicato il8:32 am - Lug 18, 2012

    Salve,
    sono d’accordo per quanto riguarda la ventilazione meccanica controllata: io l’ho installata e funziona. mi sono rivolta a http://www.arieggiare.it

      Guido AlbertiPubblicato il8:51 am - Lug 18, 2012

      Ciao Elena,

      D’accordissimo, ma non tutti la pensano allo stesso modo…Motivo per cui mi sembra giusto informare sulla ventilazione naturale!

      Ben vengano i sistemi meccanici, ma purtroppo ancora sono visti di cattivo occhio…Tempo al tempo!

    Impatto ZEROPubblicato il9:01 am - Lug 18, 2012

    Certo che involucri edilizi poco performanti e cattiva gestione del sistema infisso da parte dell’utente generano problemi non da poco conto… La salubrità dell’aria viene seriamente compromessa dalle muffe che si formano. Meno male che i metodi d’indagine oggi non mancano bisognerebbe adottarli in maniera sistematica. http://www.studioimpattozero.it/termografia_8.html

    Serramenti: Come guarire dal mal di posaPubblicato il6:08 am - Apr 23, 2013

    […] serramenti presentino qualche problemino di chiusura, tranquilli, non mi riferisco a quello, ma ad altri problemi ben più […]

    Antonella MignonePubblicato il1:25 pm - Feb 20, 2018

    Buongiorno! Mi trovo a un punto cruciale!!!Mi spiego….abito all’ ultimo piano di uno stabile anni 30.
    Il mio appartamento e’ freddo sia perche’ il tetto non e’ coimbentato, sia perche’ l’ appartamento e’ totalmente esposto( ho il terrazzo per quasi la lunghezza della casa.)
    In vista di una ristruttutazione vorremmo cambiare i serramenti .Attualmente abbiamo serramenti doppi in legno sia dentro che fuori.
    Vorremmo rimanere sul legno interno e alluminio esterno.Contattate due aziende, la prima ci dice di rimanere sui doppi vetri perche’ i tripli potrebbero creare muffa sui muri; la seconda invece ci dice di mettere tranquillamente i tripli.
    Tenendo presente che pensavamo a un minimo cappotto sui muri che fare? Doppi o tripli?
    Grazie in anticipo per l’ aiuto…

    carminePubblicato il10:30 am - Mar 6, 2018

    salve sono Carmine, ho installato nella mia casa anni 70 infissi in legno ultima generazione con vetrocamera 4-16-30.1 basso emissivo con argon, ma nelle giornate molto fredde nella parte inferiore dei vetri si forma condensa che a volte trovo anche sulla soglia di marmo e sul pavimento. Secondo voi può dipendere dagli infissi e dai vetri oppure dal tasso di umidità presente in casa (70%)?
    quali secondo voi le soluzioni ? Grazie

      Guido AlbertiPubblicato il10:10 am - Mar 7, 2018

      Ciao Carmine. Difficile capirlo dietro un PC! Se l’umidità interna è al 70% una causa potrebbe essere quella.
      Se il vetro è con canalino metallico, un’altra causa potrebbe essere questa. Se il davanzale è passante, ecco un’altra causa!

    Commenta

    Ho letto e accetto la privacy policy

    Loading...