Perché si forma muffa intorno alle nuove finestre?

DiGuido Alberti

Perché si forma muffa intorno alle nuove finestre?

La maggior parte dei lettori come te è convinto che basti sostituire una vecchia finestra con una più nuova e prestante per risolvere tutti i problemi.

Il più delle volte però nessun collega ti dice che, per un lavoro ben fatto, bisogna riqualificare l’intero sistema finestra.

Per pigrizia e abitudine, si scelgono sempre le soluzioni più semplici e indolori.

Ecco perché, il serramentista del futuro dovrà essere sempre anzitutto un consulente e non solo un venditore, né tanto meno un posatore.

Il più delle volte, quindi, ti ritrovi in casa il famoso baffo nero, o barba nera, come in questa foto.

 

Muffa fienstre

Perché si forma la muffa intorno alla nuova finestra?

La muffa, senza entrar nel merito di cosa sia da un punto di vista chimico fisico, è semplicemente un fungo, che si forma in particolari condizioni ambientali.

Di base quindi, al fine di evitare ambienti poco salubri, bisogna tenere bene in testa questo concetto, e cioè che la muffa prolifera con particolari condizioni climatiche interne.

Non è detto quindi che si formi sempre! Per fortuna, si forma solo in casi particolari.

 

 

Le condizioni micro climatiche interne dipendono da due parametri: Umidità e Temperatura!

In funzione della variazione di questi due parametri, può formarsi muffa.

Contrariamente a quello che pensi, la muffa “prolifera” di nascosto, prima che tu te ne accorga, e paradossalmente molto prima della condensa.

So che questo può sembrarti strano, ma di fatto è così.

Le spore proliferano con valori di umidità molto più bassi rispetto a quelli di condensazione.

Non solo, ma la muffa, a differenza della condensa, non è qualcosa d’istantaneo!

La muffa si sviluppa in tempi lunghi, e quando ce ne accorgiamo è già troppo tardi!

Quando c’è condensa superficiale?

C’è condensa superficiale quando, in particolari condizioni di temperatura e umidità, l’aria presente all’interno di un ambiente “entra” in contatto con punti o zone a temperature più basse rispetto a quella di condensazione.

Istantaneamente noti che queste superfici sono bagnate, perché di fatto, c’è condensazione superficiale!

In che modo puoi risolvere questo problema? Hai due possibilità:

1) Aumentando la temperatura in quel punto specifico!

In che modo puoi aumentare la temperatura? Isolando, o se non fosse possibile, riscaldando.

2) Riducendo l’umidità nell’ambiente considerato!

In che modo puoi ridurre l’umidità? Arieggiando, o se non bastasse, ventilando!

Quando invece c’è muffa?

C’è muffa quando, determinate condizioni “favorevoli” alla proliferazione, si protraggono nel tempo. Quali sono le condizioni favorevoli?

In linea di massima quando, per un periodo di tempo piuttosto prolungato, si hanno valori di umidità dell’aria superiori all’80%. La risoluzione del problema è la stessa usata per la condensazione superficiale.

Se non vuoi riqualificare l’intero foro finestra, potresti andare incontro a situazioni simili.

Paradossalmente, se non si riqualifica il foro finestra, è preferibile una posa priva di ogni livello di tenuta! Hai letto bene, meglio lasciare un centimetro d’aria intorno al serramento, così che garantisca il ricambio d’aria.

Ovviamente non ha senso spendere dei soldi e lasciare che passi freddo e rumore intorno al serramento.

In che modo riqualifico il foro finestra?

1) Controtelaio: se metallico, andrebbe rimosso!

Ove ciò non è possibile, bisogna fare una simulazione agli elementi finiti e prevedere eventuali danni futuri!

Cos’è una simulazione agli elementi finiti? Qualcosa di simile.

Problema Muffa Finestre
Che indicazioni può darmi una simulazione agli elementi finiti? Ti consente di ovviare a problemi futuri.

Esiste una soluzione univoca? No, dubito! Ogni caso è da studiare!

 

 

 

 

Chi dovrebbe farlo?

La UNI 11673-1:2017 riporta testualmente che, anche nel caso di sola sostituzione dei serramenti, bisogna mitigare eventuali ponti termici.

La figura, che dovrebbe occuparsene, stando a quando riportato in UNI 10818:2015, è il Progettista.

Se non è presente un Progettista, le parti (Committente e Serramentista) devono individuare di comune accordo chi dovrà occuparsene.

E’ ovvio che tra i due difficilmente sarà il Committente ad occuparsene!

E se non se ne occupa nessuno?

Nessun problema, se non succede nulla.

Se invece ci sono problemi di muffa iniziano i grattacapi per chi avrebbe dovuto occuparsene.
2) Davanzale: se passante, andrebbe diviso!

Ove ciò non fosse possibile, bisogna trovare una soluzione alternativa.

Quale potrebbe essere? Non saprei, dipende dal caso.

Coibentarlo? Può darsi, ma bisognerebbe capire cosa succede in termini di muffa e condensazione!

3) Cassonetto: andrebbe coibentato.

Esistono diverse soluzioni sul mercato, paradossalmente potresti lasciare anche il vecchio cassonetto e coibentarlo dall’interno! Diversamente, sostituirlo con uno nuovo, coibentato.

Perché prima con le vecchie finestre non avevi problemi?

Perché gli spifferi ricambiavano l’aria in modo automatico.

Adesso, con le nuove finestre a tenuta, gli spifferi sono diminuiti!

Conclusioni.

Se devi sostituire i serramenti, rivolgiti a un professionista.

Chi non ti parla di queste problematiche non lo è.

Se insiste, chiedi che ti sia messo nero su bianco.

In che modo un professionista può supportarti?

Riqualificando l’intero sistema finestra, non limitandosi a venderti solo finestre.

In che modo deve intervenire?

Difficile dirlo, non esiste una soluzione standard!

Sappi che però, alcune valutazioni prima dell’intervento, per quanto possano sembrarti inutili e prive di fondamento, oltre che “costose”, sicuramente ti eviteranno problemi futuri!

Meglio qualche euro in più oggi, ben speso, che tanti in più domani.

Affidati a un professionista!

Info sull'autore

Guido Alberti administrator

Consulente e Artigiano Certificato PassivHaus, Tecnico Esperto Finestra CasaClima, figura accreditata dall’Agenzia CasaClima per fornire consulenza a progettisti e committenti. Operatore Termografico di II Livello UNI EN ISO 9712.

    4 Commenti finora

    Geom Pasquale LaudanoPubblicato il9:56 pm - Apr 6, 2017

    Ho 78 anni vivo da 58 nel mondo dei serramenti e solo negli ultimi 10 anni di e’ presa coscienza di questo grave problema , che deturpa le case e danneggia la salute .
    L’attenzione al vano finestra e’ fondamentale , va risolto dal momento della costruzione o ristrutturazione egli ordini professionali di geometri , ingegneri ed architetti dovrebbero promuovere insieme agli Enti preposti corsi di formazione o aggiornamento per mantenere vivo il tema è preparare prescrittori e controllori ad un’opera più efficace .

      Guido AlbertiPubblicato il8:23 am - Apr 12, 2017

      Ognuno di noi, nel suo piccolo deve fare qualcosa.

      Se tutti facessero anche solo in piccola parte quello che faccio io, a livello di informazione intendo, sarebbe molto più semplice.

    GiovanniPubblicato il3:02 pm - Apr 23, 2017

    Ciao Guido, é molto interessante l’attenzione che stai portando sull’importanza dei controtelai e a tutto ció che sta attorno alla “mera” finestra. Personalmente avrei da porti una domanda: mi sto apprestando ad effettuare un’importante ristrutturazione di casa e il mio architetto mi ha accennato al fatto che lo spazio in altezza dedicato ai cassoni delle tapparelle é maggiore rispetto al passato, poiché sono coibentati, il che mi costringe a sacrificare spazio in altezza e quindi luce nelle camere. Siamo ancora in fase di progettazione e non ha saputo fornirmi informazioni piú precise in merito, dato che non é propriamente la sua materia. Visto che siamo nel tuo campo, a quanto dovrebbe ammontare lo spazio lasciato tra l’apice del vano finestra e il solaio al di sopra di essa (volendo rispettare i migliori standard di coibentazione)? Io pensavo sui 20 cm, l’architetto dice sui 40 cm. So anche che é questione di lunghezza della tapparella e in casa abbiamo previsto sia finestra di 130 cm di altezza che porte finestra di 210 cm di altezza. La veritá sta forse nel mezzo? Grazie.

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