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PONTE TERMICO CORRETTO: SE LO CONOSCI, LO CALCOLI!

ponte termico corretto

San Ponte Termico, mi verrebbe da dire! Come tutti i santi, c’è chi lo venera, così come c’è chi lo ignora.

Chi lo venera, inevitabilmente ne è a conoscenza.
Chi lo impreca, non ne conosce nemmeno dell’esistenza.
E poi c’è chi lo calcola. Il ponte termico va riconosciuto, calcolato e risolto.

Non sempre è possibile “annullare” un ponte termico, ma il più delle volte è possibile ridurlo.

Quando c’è ponte termico? Ogni qual volta ci sono diversi materiali a stretto contatto.

Quindi, nel caso del serramento posato, si ha un ponte termico quando:

Il controtelaio è metallico;
– Il controtelaio è in legno, ma non lo è il serramento;
– Il controtelaio è in alluminio, ma non lo è il serramento…

E potrei continuare ancora…

Il ponte termico non sarà poi così tanto importante e conosciuto, ma c’è quasi sempre.

Non si avrebbe ponte termico solo se:

La parete fosse in PVC, come il serramento;
La parete fosse in alluminio, come il serramento;
La parete fosse in legno, come il serramento.

Peccato che quasi mai nessun caso corrisponda a realtà.

La casa in plastica non avrebbe statica;
La casa in alluminio non avrebbe una buona resa termica;
La casa in legno, perché, al fine di contenere gli spessori, avrà per forza dell’isolante.

Apro una piccola parentesi: il legno non è un materiale isolante; possiamo parlare infatti di materiale scarsamente isolante, ma non di isolante vero e proprio. D’altronde io non ho mai visto da nessuna parte “perline in legno” usate come coibente per pareti o tetti, o mi sbaglio? Ad ogni modo chiudo parentesi.

In tutti gli altri casi, praticamente la quasi totalità dei casi reali, si avrà un ponte termico.

Come se non bastasse, quasi sempre si ha un controtelaio, come ad esempio un oscurante come la zanzariera.

E quindi, come risolvo un ponte termico? Calcolandolo!

Esiste una soluzione standard? NO!

C’è però una logica da seguire. Il punto di partenza è sicuramente la conoscenza della stratigrafia della parete.

Conoscendo la stratigrafia, e quindi il posizionamento dello strato isolante, se presente, posso capire come ridurre il ponte termico.

Controtelaio? Prima ne ho citato alcuni. Sicuramente evito i materiali molto conduttori. Alluminio, ferro e acciaio, da bandire!

Oscurante? Come posiziono il cassonetto? E l’eventuale oscurante esterno?

Infine, la zanzariera?

Bene, penna e carta alla mano, cerchiamo di capire almeno un modo approssimativo cosa succede.

Se sono sicuro vado avanti.

Se non sono sicuro, cerco almeno un’alternativa alla risoluzione.

E se ancora ho qualche dubbio?

In questo caso posso, mediante un software ad elementi finiti, capire cosa succede al giunto di posa.

ponte termico corretto

Non solo posso calcolare il coefficiente di trasmittanza termica lineica, espresso in W/mK, ma anche valutare l’andamento delle temperature e conoscerne il valore in tutti i punti del serramento. Generalmente i due punti critici sono il Theta 1 e il Theta 2.

In questo modo sono in grado di valutare l’effettiva incidenza del ponte termico sul mio giunto di posa.

Ancora convinti che i ponti termici vanno ignorati?

Nei prossimi articoli, finalmente, vedremo l’incidenza dei ponti termici più diffusi nella NON progettazione del giunto di posa, e cioè, il controtelaio metallico e il davanzale in marmo passante.

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Info sull'autore

Guido Alberti

Guido Alberti

Consulente e Artigiano Certificato PassivHaus, Tecnico Esperto Finestra CasaClima, figura accreditata dall’Agenzia CasaClima per fornire consulenza a progettisti e committenti. Operatore Termografico di II Livello UNI EN ISO 9712.
Guido Alberti

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