La progettazione della posa in opera dei serramenti

DiGuido Alberti

La progettazione della posa in opera dei serramenti

Lo ammetto, sono un maniaco della progettazione. Sono sempre più convinto che, carta e penna alla mano, la posa non sia un problema, anzi al contrario, un’opportunità. Non sono pazzo, ma molto convinto che alla fase di cantiere non si deve lasciar alcun dubbio. Una progettazione carente o poco attenta può portare a errori che sono poi difficilmente recuperabili se non con elevati costi aggiuntivi, che graveranno inevitabilmente sul committente o sul produttore/posatore. Lasciando lo studio della posa al cantiere, si corre il rischio di dover prendere decisioni in poco tempo, magari quando già tutto è stato ordinato, o in casi estremi, fermare i lavori perché il posatore non sa come comportarsi e cosa fare. Spendere del tempo in più prima di andare in cantiere, o ancora meglio, prima di ordinare il materiale, è sicuramente la strategia migliore, anche perché  all’atto pratico ci sarà sempre qualcosa che non va come previsto, quindi, meglio premunirsi!

Una progettazione accurata dovrebbe far sì che la posa in opera garantistica:
– Un fissaggio sicuro dell’elemento finestrato alla muratura;
– Valori prestazionali che si avvicinano quanto più possibile a quelli dell’elemento finestrato;
– Un sistema duraturo.

La tipologia di fissaggio da usare per ancorare il telaio alla muratura o, laddove previsto, al controtelaio, dev’essere progettata in funzione di alcuni fattori critici, quali ad esempio le dimensioni e la tipologia dell’elemento finestrato, oltre che del suo peso e la composizione della muratura. In linea di massima la distanza tra i vari punti di fissaggio, previsti in corrispondenza di cerniere e incontri, non deve superare i 700 mm. Inoltre, la distanza del primo punto di fissaggio da ogni angolo dev’essere compresa tra i 100 e 150 mm. In presenza di montante fisso, vale la stessa regola. Qualora l’elemento fosse di piccole dimensioni, su ogni lato devono essere previsti almeno due punti di fissaggio.

Affinché i valori prestazionali dell’elemento posato si avvicinino quanto più a quelli dell’elemento finestrato è importante che si studino attentamente i due nodi di posa, quello primario, tra muratura e controtelaio e quello secondario, tra controtelaio e serramento.

Secondo uno schema molto semplice, detto dei tre livelli, la parte esterna del giunto, in blu, deve proteggere da pioggia battente e acqua stagnante inferiormente, mentre la parte centrale, in giallo, deve garantire l’isolamento  termoacustico al giunto e infine, la parte interna, in rosso, deve impedire il passaggio di aria dall’interno verso l’esterno.

Il sistema deve inoltre, durare nel tempo. Nostro malgrado, il ciclo di vita di un serramento è molto lungo, generalmente intorno ai 25/30 anni, motivo per cui a nulla serve la schiuma poliuretanica se non ben protetta, così come il giunto siliconico se non opportunamente dimensionato.

Un buon progetto di posa in opera deve tener in considerazione tutti questi aspetti teorico pratici, altrimenti chi posa, altro non potrà se non affidarsi a San Silicone, fin quando dura, ovviamente!

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Info sull'autore

Guido Alberti administrator

Serramentista 2.0: Esperto CasaClima, Consulente e Artigiano Certificato Passiv Haus, Tecnico Esperto Finestra CasaClima, figura accreditata dall’Agenzia CasaClima in grado di fornire consulenza a produttori di serramenti, progettisti e committenti.

    5 Commenti finora

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