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DiGuido Alberti

Posizione del serramento, cosa cambia?

Il corretto posizionamento del serramento è spesso e volentieri motivo di discussioni con progettisti e committenti. C’è chi sostiene, nel caso di muratura con cappotto esterno, che sia sufficiente risvoltare il coibente e  posizionare il serramento dove più conviene; c’è poi chi ritiene che il serramento vada sempre e comunque a filo interno o a metà spalletta. C’è chi ha timore che lasciare un serramento a filo muratura esterna, o ancor di più nel coibente possa compromettere tenuta e isolamento termico. C’è anche chi ancora si ostina a credere che un serramento “sospeso” nel coibente al primo colpo di vento venga giù. E c’è infine chi, non avendolo mai fatto, chiede cifre esorbitanti!

Ma in soldoni cosa cambia? Ha davvero senso posizionare un serramento “sospeso” nel coibente?

Vediamo meglio nel dettaglio cosa succede!

Se sto realizzando una costruzione standard, anche al di sopra della norma, a mio avviso la soluzione che rappresenta il miglior compromesso è sicuramente quella di posizionare il serramento, e quindi il controtelaio se presente, a filo esterno della muratura. Per il serramentista la posa è abbastanza semplice, non richiede particolari attenzioni, ne controtelai realizzati ad hoc! In questo modo non esistono risvolti del coibente in spalletta e quindi, anche il lavoro del cappottista è semplificato; questo si traduce in minori costi da affrontare!

Se invece sto realizzando una costruzione “al di fuori della norma”, magari da certificare con protocolli volontari, come ad esempio CasaClima o Passive House, ha senso, forse, pensare di posizionare il serramento nel coibente per ridurre al minino eventuali ponti termici. In queste costruzioni infatti gli spessori di coibente sono talmente importanti che eventuali ponti termici non corretti rappresentano buona parte delle dispersioni!

Chi ci dirà se vale o meno la pena? Sicuramente delle simulazioni con appositi software in grado di quantificare le dispersioni derivanti dalle differenti posizioni del serramento.

Per il serramentista questa soluzione richiedere la realizzazione di un controtelaio ad hoc, e la posa può risultare un attimo più laboriosa, ma nulla di che temere! E’ chiaro che questa soluzione ha senso quando lo spessore del coibente è tale da poter contenere quello del serramento e proteggerlo con un sormonto significativo.

Per intenderci:
Se il cappotto ha uno spessore di 120 mm e il serramento 72 mm, resterebbero solo 48 mm. A questi 48 mm bisogna togliere la battuta del controtelaio, almeno 10 mm. Ne resterebbero quindi 30 mm. Non è quindi una soluzione logica!

Ecco qui un’immagine che dovrebbe fugare, una volta per tutte, ogni dubbio!

Posizione del serramento cappotto

 

La stratigrafia della parete è la medesima per tutti e quattro i casi e cioè, muratura da 300 mm, con coibente da 100 mm. La parte in muratura è costituita da un laterizio porizzato, mentre il cappotto esterno è  in EPS additivato con grafite. Il serramento è un normale serramento in PVC da 72 mm, con vetro basso emissivo, ovviamente gas argon e distanziatore warm-edge, posto in opera su un controtelaio in legno.

Le temperature di progetto sono  0 ° C all’esterno e 20 ° C all’interno.

Serramento filo interno muratura Caso 1 – Serramento a filo interno muratura.

Il Caso 1 prevede il posizionamento del serramento a filo interno della muratura. Questa posizione comporta, dal punto di vista pratico, il risvolto del coibente in spalletta, con circa 80 mm di spessore. Come si nota dall’immagine solo la parte più interna della parete ha una temperatura più alta (Colore rosso) rispetto alla restante parte. Se si prende come riferimento l’isoterma dei 13 ° C, si nota come questa parta dalla metà della spalletta, per poi congiungersi al serramento posizionato a filo interno della muratura.
Da un punto di vista termico la soluzione non è ottimale, ma sicuramente la presenza di un controtelaio in legno, sormontato da 80 mm di coibente, scongiurano il rischio della formazione di condensa superficiale e/o muffa.

 

Caso 2 – Serramento a metà spalletta.

Il Caso 2 prevede il posizionamento del serramento in corrispondenza della metà della muratura. Questa posizione comporta, dal punto di vista pratico, seppure per qualche centimetro in meno, il risvolto del coibente in spalletta, sempre con 80 mm di spessore.
Anche in questo caso, se prendiamo come riferimento l’isoterma dei 13 ° C, si nota come questa sia spostata più verso l’esterno, rispetto al Caso 1. Da un punto di vista termico la soluzione non è ancora ottimale, ma sicuramente migliore rispetto al Caso 1. La parte di parete con temperatura alta (Colore rosso) è a vista maggiore rispetto al Caso 1; Questo perché l’elemento debole della struttura, vale a dire il serramento, essendo posizionato più verso l’esterno, non “sposta” le temperature più basse verso l’interno.

 

Serramento filo esterno muratura

Caso 3 – Serramento a filo esterno muratura.

Il Caso 3 prevede il posizionamento del serramento in corrispondenza del filo esterno della muratura. Questa posizione è a mio avviso più pratica dei casi precedenti, sia per il serramentista che posa del controtelaio, sia per il cappottista che lo segue, che non dovrà fare nessun risvolto in spalletta, ma semplicemente sormontare il falso con il pannello di coibente. Prendendo ancora una volta a riferimento l’isoterma dei 13 ° C, si nota come questa sia quasi del tutto esterna alla muratura, e, se non per l’ultimo spigolo, “costretta” ad allinearsi con il serramento che resta sempre la parte più debole della struttura. A vista d’occhio si nota come la parte di parete con temperatura alta (Colore rosso) è maggiore rispetto ai Casi 1/2. Questa soluzione resta a mio avviso il miglior compromesso tra praticità e prestazione, utilizzabile nella maggior parte delle costruzioni!

 

Serramento nel cibente

Caso 4 – Serramento nel coibente.

Il Caso 4 prevede il posizionamento del serramento nel coibente. Questa posizione da un punto di vista termico è sicuramente la migliore. Va però sottolineato che, come già detto in precedenza, affinché sia realizzabile, lo spessore del coibente dev’essere importante. Nella caso in esempio sarebbe irrealizzabile. Vale quindi solo come termine di paragone! Questa particolare applicazione del serramento, quasi “sospeso” nel coibente, richiede sicuramente un minimo di accortezze in più da parte del serramentista che posa il controtelaio, ma anche del cappottista, poiché dovrà sagomare i pannelli in corrispondenza del controtelaio. Prendendo ancora una volta a riferimento l’isoterma dei 13 ° C, si nota come questa sia del tutto esterna alla muratura. Sempre a vista d’occhio si nota come tutta la parte in muratura abbia una temperatura alta (Colore rosso). Si nota infine come le isoterme abbiano un andamento lineare, e non siano quindi “costrette” a rientrare in corrispondenza del serramento. Dal punto di vista energetico questa è sicuramente la soluzione da preferire.

Conclusioni.

Concludendo, quindi, non è vero che la posizione del serramento è di scelta di poco conto, soprattutto se l’involucro è molto prestante e si vogliono ridurre quanto più possibile le dispersioni. Con il risvolto in spalletta il ponte termico è sicuramente minore, ma per risolverlo, bisogna andare oltre.

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